Bossi è il miglior allievo di Berlusconi. Ha capito perfettamente la lezione del grande comunicatore. Così, per incostituzionale e ridicola che sia la proposta di sottoporre i professori a un esame di dialetto, la si butta lì come diversivo. E infatti se ne parla in apertura di tg, scavalcando anche le proteste per il furto dei fondi Fas a danno del Sud, da parte del governo leghista. Tanto più che, tra Fus, Fas e altre sigle di ardua spiegazione, la coscienza del danno è piuttosto difficile da far passare nell’opinione pubblica. Mentre il dialetto tutti sappiamo che cos’è, anche se nessuno di noi «terroni» ha mai concepito l’idea che, per accogliere un intellettuale di altre regioni sulle nostre cattedre, si possa sottoporlo a umiliazione lessicale. L’esame, perciò, riguarderebbe solo i professori meridionali, per i quali si dovrebbe istituire un’apposita commissione di controllo per verificare l’esatta dizione padana di un vaffanculo, cioè il termine più elevato del vocabolario di Borghezio.