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Alti. Spalle da combattimento mimetizzate nelle giacche da cerimonia. Candide camicie tese su pettorali inquietanti. Capelli rasati. Occhiali scuri. Mascelle maschione. Espressioni insofferenti. Non parlano mai. Ma i loro corpi, a guardia degli assai meno prestanti corpi dei politici, eseguono, davanti agli sportelli aperti delle auto blu, espressive danze rituali. Si muovono in quattro o in sei. Circondano il ministro, walky talky sguainato, braccia tese ad allontanare folle osannanti. O pericolose. O addirittura inesistenti. Sembrano così fragili e anziani, i potenti, incastonati in quel bouquet di belloni! Se fossi in loro, la annullerei, la coreografia della Security: nessun Mister Muscolo a funzionare da «rivelatore di pancette altrui», a soverchiare presidenti brevilinei.Oggi si rischia soprattutto l’indifferenza.O il ridicolo. Più che una guardia del corpo, servirebbe un trainer dell’anima.