"Non vedo nubi che possano, seppure minimamente, limitarne l'esercizio. Ogni giornalista puo' esprimere liberamente le proprie idee e manifestare il suo pensiero. Ed e' sacrosanto che sia cosi'". Così affermava qualche giorno fa il Sen. Schifani, Presidente del Senato. Puntuale come un orologio svizzero arriva l'annuale report sulla libertà di stampa della statunitense Freedom House e per l'Italia è una doccia fredda. Infatti il nostro Bel Paese è l'unico fra le democrazie occidentali a vedersi retrocesso nella classifica mondiale ma non è solo questione di uno o due punti è proprio una questione di livello. Dal 2008 al 2009 l'Italia, infatti passa da paese "free" (libero) a paese "partly free" (parzialmente libero). Purtroppo però noi italiani siamo troppo impegnati con i funerali di stato di Mike Bongiorno per accorgerci di aver perso un altro tassello di democrazia e libertà di espressione.
ESTRATTO DEL RAPPORTO PER L'EUROPA OCCIDENTALE
Western Europe: The region continues to boast the world's highest level of press freedom. However, Italy slipped back into the Partly Free category with free speech limited by courts and libel laws, increased intimidation of journalists by organized crime and far-right groups, and concerns over the concentration of media ownership. Greece also suffered a significant decline.
Europa occidentale: La regione continua a vantare i livelli di libertà di stampa più alti al mondo. Tuttavia, l'Italia scivola indietro nella categoria "Parzialmente liberi" con limitata libertà di parola a causa delle leggi sulla diffamazione, le crescenti intimidazioni ai giornalisti provenienti dal crimine organizzato e da gruppi di estrema destra e la preoccupante concentrazione della proprietà dei media. Anche la Grecia soffre di un significante declino.