Se dico che in questo momento la democrazia italiana è in pericolo...
se affermo che attualmente la costituzione viene calpestata quasi in modo atrocemente “distratto” (cioè senza prestare attenzione a quel che si fa)...
se dico che mai come oggi l’informazione è blindata e soggiogata dal “potere”...
dico –purtroppo- delle banalità pazzesche.
Non sono il solo a dire queste cose, anzi, sarei solo una gocciolina in un fiume in piena. Evidentemente, NON in un mare.
Leggi fatte apposta per i potenti, per difendere i loro interessi… un sistema elettorale chiuso e auto-alimentante, un distacco delle istituzioni dalla società civile, latitanza dello Stato nella vita di tutti i giorni, riguardo i problemi quotidiani.
E’ la più grande crisi della Democrazia da quando è nata la Repubblica.
Tutto questo clima di censura, di informazione pilotata o blindata, un sistema diventato auto referenziale che pensa solo a sé e non a ciò per cui è nato.
E’ la fase post-democrazia, quella che stiamo vivendo.
Ma è proprio così?
Voglio dire: ma PRIMA era VERA democrazia od era illusione di essa?
In Democrazia, lo Stato rappresenta il Popolo, che lo governa.
Ma se lo stato siamo NOI, quanti di NOI pagherebbero uno stipendio da capogiro a Parlamentari nemmeno "votati" senza la possibilità di vigilare sul loro operato? Quanti di NOI pagherebbero 2.000 ADDETTI al Quirinale, per 2 soli inquilini? Pochi, vero?
Questo stato, quindi, quanto ci rappresenta? Questa democrazia, quanto è tale?
Una Democrazia Parlamentare quale la nostra ha dei “rappresentanti dei cittadini” che vengono da questi liberamente “eletti” e che a loro rispondono, poiché gli elettori hanno fattivamente la possibilità (anche il dovere a pensarci bene) di controllarne l’attività.
Potrei stare a giudicare non rappresentativa del “popolo” l’attività della maggior parte dei Parlamentari, ma risulterei qualunquista.
Voglio invece soffermarmi su aspetti tecnici e di merito. Tangibili.
Sono infatti due gli aspetti che mi interessa mettere in evidenza: per prima cosa, oggi non si eleggono persone, ma schieramenti preordinati, preconfezionati, precotti da scaldare in cinque-minuti-in-cabina. Non esistendo il voto di preferenza, non esiste la possibilità di esprimere il voto al rappresentante, ma si assiste alla sola e semplice ratifica elettorale da parte del cittadino, di una equipe, un gruppo, una banda, già creata.
Non finisce qui: il secondo punto è altrettanto interessante e riguarda la possibilità degli elettori di controllare l’attività degli “auto-nominati non-eletti ma ratificati”. Oggi non è infatti possibile sapere se Tizio era presente in aula ad una data votazione, se e come ha votato. Non è possibile esercitare quel controllo che è dispositivo fondamentale e fondante il concetto di democrazia rappresentativa.
A dire il vero un tentativo con la raccolta di firme per “l’anagrafe pubblica degli eletti” era stato fatto. Una proposta di legge che avrebbe permesso tutto questo. Ma ben si vede che fine ha fatto: censura bipartisan, trasversale al Parlamento.
Si hanno ogni tanto alcune notizie dalle fonti ed organi di informazione. I maggiori dei quali sono filo-governativi per vocazione, altri colorati per definizione, partigiani perché di parte.
Anche qui, il cittadino non ha modo di essere liberamente e criticamente informato.
Un cittadino non-informato, diviene quindi semplice mezzo di riproduzione per un “potere rappresentativo (non)” che si è fatto cosa a sé, avulso dalla società civile, assente.
Se questo è l’insieme delle Istituzioni Democratiche oggi in pericolo più che mai, se questo è lo Stato Democratico e Liberale che deve essere difeso dagli attacchi (reali e orribili, ne convengo) a frequenza quotidiana.. beh…. Questo NON è uno Stato che può rappresentare i suoi cittadini, poiché la sua forma di governo non permette tale nobile azione.
Non ci sono gli strumenti per far sì che la Democrazia sia compiuta e non una Democrazia all’italiana, un po’ democrazia e un po’ pizza baffi mandolino e madunìna…
Strumenti fondanti il concetto stesso di Democrazia rappresentativa assenti.
Ergo: Democrazia assente.
Ergo: ma una VERA Democrazia l’abbiamo mai avuta o forse abbiamo vissuto in una illusione di Democrazia?