Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
18 gennaio 2012 3 18 /01 /gennaio /2012 20:56

E' il grido di battaglia che percorre la penisola da nord a sud e che suona come una campana a morto non solo per il comandante Francesco Schettino che ha abbandonato la nave dopo averla incagliata sulle coste dell'Isola del Giglio. Un grido di battaglia che deve suonare come una campana a morto dei politici italiani che non sono molto diversi dal comandante Schettino, anzi loro sono stati dei precurosi ed il comandante della Costa Crociere un povero e miserabile emulatore. Una metafora che calza a pennello e che nemmeno il piu' abile dei poeti o degli scrittori avrebbe potuto immaginare. La nave Italia, dopo essere stata portata pericolosamente vicino al fallimento grazie all'incuria della politica centrodestra e centrosinistra senza sottili distinzioni, e' stata completamente abbandonata a se stessa lasciando i cittadini in balia della speculazione finanziaria. Il comandate Napolitano ha provato a gridare ... "Tornate a bordo cazzo ... " ma le sue grida inascoltate sono cadute nel vuoto ed allora ha dovuto ricorrere ad un intervento di emergenza chiamando il pronto intervento guidato da Mario Monti. Forse in pochi hanno notato la totale assenza di dichiarazioni dei nostri politici, se si esclude il sindaco dell'isola del Giglio responsabile allo stesso livello del comandante Schettino del tragico naufragio della Costa Crociere, il silenzio dei politici e' stato ed e' tutt'ora estremamente assordante. In altre occasioni si sarebbero affannati davanti alle telecamere a chiedere giustizia, piena luce, indagini veloci, in questi giorni invece il loro comportamento è del tutto anomalo o forse coerente. La politica è stata la maestra del comandante Schettino: abbandonare la nave nel momento del pericolo e lasciarla in balia degli eventi. Finalmente un minimo di coerenza ma se il comandante della Costa è stato messo in galera per aver provocatop una decina di morti, perchè non aprire le porte delle nostre carceri anche a coloro che, lasciando che la crisi economica finanziaria provocasse la chiusura di centinaia di attività imprenditoriali, hanno provocato decine di suicidi ? Senza contare quelli che ancora dovranno arrivare. Ed allora sostituiamo il grido del comandante della capitanieria di porto di Livorno ... "Vada a bordo cazzo ... " con il grido .. "Levatevi dai coglioni merde .... "
Repost 0
Published by maurizio - in ATTUALITA'
scrivi un commento
5 aprile 2011 2 05 /04 /aprile /2011 22:27

 

«Se una linea politica è sbagliata lo si avverte dal rumore. Il rumore è l’espressione di ciò che viene ignorato e di ciò che è ignoto», scriveva lo storico della cultura statunitense William Irwin Thompson. La coltre di disinformazione che avvolge Fukushima ha un obiettivo preciso: silenziare il rumore e confermare la scelta nuclearista.

I servizi dei giornali italiani, su ciò che accade in Giappone, distillano parcamente qualche pillola di notizie, affiancata da servizi rassicuranti come l’inizio della stagione della fioritura dei ciliegi [La Stampa] o il salvataggio del cane disperso da tre settimane [il Corriere della Sera]. Il portavoce governativo Yukio Edano emana l’autorevolezza e l’affidabilità che caratterizzò l’agenzia di stampa Tass di sovietica memoria.

Ma «gli argomenti della fisica riguardano i fisici, gli effetti riguardano tutti, e ciò che riguarda tutti può essere risolto solo da tutti» leggiamo nei «I Fisici» di Friederich Durrenmatt. Ci sembra un buon punto di partenza per cercare di mettere in fila alcune osservazioni:

1) La lunga serie di silenzi e di omissioni da parte della Tepco, la società che gestisce il nucleare civile giapponese, rende evidente quanto veniva denunciato nel 1987 dal movimento «no nuke»: la gestione del nucleare presuppone un densificazione d’interessi e di potere che nessuna amministrazione pubblica e democratica potrà [ammesso che lo voglia] controllare. La delega ai privati della gestione della sicurezza delle centrali venne sanzionata dalla Suprema corte degli Stati Uniti già nel 1961, dopo un incidente ad un impianto. Uno dei giudici che si oppose alla sentenza, il giudice Douglas, dichiarò profetico: «Quando sono stati investiti milioni di dollari, il peso sta dalla parte dell’azienda e non del pubblico». La governance che il nucleare impone è una collusione d’interessi tra pubblico e privato che non ammette trasparenza.

2) La complessità della tecnologia nucleare non è, ad oggi, «domabile». E’ evidente come non esistano procedure standard o progetti in grado di affrontare quanto è accaduto a Fukushima, così come era stato per Cernobyl. L’ecologia ci insegna a percorrere i sentieri dell’incertezza e della complessità. Occorre rifuggire da posizioni assolute, ideologiche, che rifiutano di guardare più punti di vista, e assumere scelte miti e prudenti, coscienti dei limiti entro i quali la nostra vita si svolge. «Non c’è nulla che sia altrettanto caratteristico di noi, uomini d’oggi, quanto l’incapacità della nostra anima di rimanere up to date, al corrente con la nostra produzione – scriveva Gunter Anders – dunque di muoverci anche noi con quella velocità di trasformazione che imprimiamo ai nostri prodotti e di raggiungere i nostri congegni che sono scattati avanti nel futuro [chiamato 'presente'] e che ci sono sfuggiti di mano».

3) La scelta nucleare è una scelta politica che prefigura un modello di società. Centralizzata, autoritaria, impregnata dall’ideologia della crescita e del consumo. Grandi produttori di energia, grandi tecnologie, grandi investimenti, grandi consumi. La «piccolezza» non è un valore in sé ma in molti casi è la dimensione più adatta per controllare democraticamente informazioni e scelte. La produzione distribuita, l’efficienza energetica, il riciclo degli scarti, la razionalità dei trasporti si armonizzano con l’autonomia territoriale e la democrazia. La novità è che questa alternativa non è rimandata a «dopo la rivoluzione», ma sta avvenendo adesso, nel moderatissimo Baden-Wuerttemberg, dove i Verdi hanno preso il 25 per cento e il centrodestra è stato sconfitto dopo cinquanta anni [facendo le dovute proporzioni, è come se accadesse da noi in Lombardia]; o nei mille comuni d’Italia dove si stanno diffondendo a macchia d’olio, malgrado il decreto Romani, le energie rinnovabili. Come documenta Legambiente nell’ultimo rapporto «Comuni Rinnovabili 2011», un comune su otto in Italia è «autosufficiente dal punto di vista elettrico grazie a sole, vento, biomasse e geotermia».

4) La delega ai cosiddetti esperti è sempre stato un imbroglio. Rimaniamo imprigionati nei nostri deficit di conoscenza nell’attesa che l’esperto «neutrale» ci rassicuri. Veniamo sfiduciati nella nostra capacità di discernimento e di confronto ancor di più oggi, che l’apparato tecnico e scientifico, definitivamente omologato alle logiche neoliberiste, è piegato ai format dei media. Così l’imbroglio risulta ancora più sordido. E’ seguendo questa logica che la figura dell’esperto di nucleare può venire incarnata nell’oncologo Umberto Veronesi, persona priva di qualsiasi argomentazione o competenza sull’argomento, ma in grado, per la sua biografia e per la sua esposizione mediatica, di sollecitare fiducia e perciò di essere spendibile sul piccolo schermo e sui grandi giornali per rassicurare le masse.

I nuclearisti nostrani hanno compiuto una piccola ritirata strategica, la moratoria di un anno. Gli stress test annunciati per le centrali europee possono rivelarsi un potente specchio per le allodole. C’è il pericolo, come segnala Pierluigi Adami [fra gli animatori del comitato scientifico per il Sì al referendum antinucleare] che ci si limiti ad una verifica cartacea delle procedure e a decretare la chiusura di qualche centrale vetusta, dando così l’illusione della possibilità di controllare la situazione.

Ma non se la sono messi via, questo è certo. Non si archivia così un affare da miliardi di euro, con buona pace dei contaminati di oggi e domani. Potremmo archiviarlo noi, il nucleare nostrano, il 12 giugno, accorrendo a votare ai referendum, chi per la prima e chi per la seconda volta. Ne vale comunque la pena. «Quando il rumore aumenta – proseguiva William Irwin Thompson – raggiunge un punto in cui sovrasta il segnale, si assiste quindi ad un rovesciamento, e il rumore comincia ad essere udito come informazione mentre i vecchi segnali svaniscono in un ronzio di fondo, in un’indistinta base di retorica antiquata». E’ venuto il momento di alzare il volume.

Gianni Belloni

 

linkhttp://www.carta.org/2011/04/nucleare-il-silenzio-parla/

Repost 0
Published by maurizio - in ATTUALITA'
scrivi un commento
4 luglio 2010 7 04 /07 /luglio /2010 21:03

Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai.

Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno.
Causa terremoto.

Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa.
Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.

E mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì.

Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente.
Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra.
Lontani chilometri e chilometri.
Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.

E lei mi risponde, con la voce che le trema.
"Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così.
Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."

Loro non scrivono, voi fate girare

 

http://www.facebook.com/note.php?note_id=436498980140&id=366591291823#!/notes/marilu-blanco/lo-sfogo-di-unabitante-dellaquila/437144619973
  linkhttp://miskappa.blogspot.com/2010/05/non-e-possibile.html
Repost 0
Published by maurizio - in ATTUALITA'
scrivi un commento
20 giugno 2010 7 20 /06 /giugno /2010 13:04

3723-jose-saramago.jpg

 

 

“Vorrei che un libro fosse un’ascia che infrange il mare ghiacciato della nostra coscienza

 

 

Ho imparato in questo mestiere che chi comanda non solo non si ferma davanti a ciò che noi definiamo assurdità, ma se ne serve per intorpidire le coscienze e annullare la ragione”.

 

Trovarsi d'accordo non sempre significa condividere una ragione, la cosa più abituale è che un gruppo di persone si riuniscano all'ombra di un'opinione come se fosse un parapioggia”.

 

 

Se non siamo capaci di vivere globalmente come persone, almeno facciamo di tutto per non vivere globalmente come animali. “

 


 


Vengano infine

 

Vengano infine le alte allegrie,
le ardenti aurore, le notti calme,
venga la pace agognata, le armonie,
e il riscatto del frutto, e il fiore delle anime.
Che vengano, amor mio, perché questi giorni
son di stanchezza mortale,
di rabbia e agonia
e nulla.

 


 

 

Qui nel cuore, forse o meglio ancora

 

Qui nel cuore, forse, o meglio ancora:
una ferita inferta col coltello,
da cui sfugge la vita, sperperata,
in tutta la coscienza ci ferisce.
Desiderare, volere, non bastare,
disillusa ricerca del motivo
che spieghi il nostro esistere casuale,
questo è che duole, forse qui nel cuore
.

 

 


Repost 0
Published by maurizio - in ATTUALITA'
scrivi un commento
20 giugno 2010 7 20 /06 /giugno /2010 09:14

http://speradisole.files.wordpress.com/2010/06/baghdad203.jpg

 

Qualche tempo fa, in un paese di questo mondo, un gelato costava molto meno di oggi. Un bambino di nove anni entrò in un bar e si sedette  al tavolino. Una cameriera gli portò un bicchiere d’acqua. “Quanto costa una coppa con panna?” chiese il bambino. “cinquanta centesimi” rispose la cameriera. Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle. “Bene, quanto costa un gelato semplice?” In quel momento c’erano altre persone che aspettavano e la ragazza cominciava un po’ a perdere la pazienza “35 centesimi” gli rispose la ragazza in maniera brusca. Il bambino contò le monete ancora una volta e disse: “Allora mi porti un gelato semplice!” La cameriera gli portò il gelato e il conto. Il bambino finì il gelato, pagò il conto alla cassa e uscì. Quando la cameriera tornò al tavolino per pulirlo cominciò a piangere perché  ad un angolo del piatto c’erano 15 centesimi di mancia per lei.

(Da:  viaggietici.com)

 http://speradisole.wordpress.com/

Repost 0
Published by maurizio - in ATTUALITA'
scrivi un commento
16 giugno 2010 3 16 /06 /giugno /2010 10:57

Ricorre fra poco il 50° anniversario della strage di Reggio Emilia,7 Luglio 1960,non dimenticheremo mai chi e'  stato assassinato dai fascisti.

 

Nota anche con il termine di "fatti di Reggio Emilia", la strage fu l'apice di un periodo di alta tensione in tutta l'Italia, in cui avvennero scontri con la polizia. I fatti scatenanti furono la formazione del governo Tambroni, governo monocolore democristiano con il determinante appoggio esterno del MSI, e l'avallo della scelta di Genova (città "partigiana", già medaglia d'oro della resistenza) come sede del congresso del partito missino. Le reazioni d'indignazione furono molteplici e la tensione in tutto il paese provocò una grande mobilitazione popolare.

L'allora Presidente del Consiglio, Fernando Tambroni, diede libertà di aprire il fuoco in "situazioni di emergenza" ed alla fine di quelle settimane drammatiche si contarono undici morti e centinaia di feriti. Queste drammatiche conseguenze avrebbero costretto alle dimissioni il governo Tambroni.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/b/b5/Tambroni_Genova_scontri.jpg/300px-Tambroni_Genova_scontri.jpg

 

La sera del 6 luglio la CGIL reggiana, dopo una lunga riunione, proclamò lo sciopero cittadino. La prefettura proibì gli assembramenti, e le stesse auto del sindacato invitarono con gli altoparlanti i manifestanti a non stazionare durante la manifestazione. L'unico spazio consentito, la Sala Verdi che aveva una capienza di 600 posti, era troppo piccolo per contenere i 20.000 manifestanti. Un gruppo di circa 300 operai delle Officine Meccaniche Reggiane decise quindi di raccogliersi davanti al monumento ai Caduti, cantando canzoni di protesta.

Alle 16.45 del pomeriggio una carica di un reparto di 350 poliziotti al comando del vice-questore Giulio Cafari Panico, investe la manifestazione pacifica. Anche i carabinieri, al comando del tenente colonnello Giudici, partecipano alla carica. Incalzati dalle camionette, dai getti d'acqua e dai lacrimogeni, i manifestanti cercano rifugio nel vicino isolato San Rocco, per poi barricarsi letteralmente dietro ogni sorta di oggetto trovato, seggiole, assi di legno, tavoli del bar e rispondendo alle cariche con lancio di oggetti. Respinte dalla disperata resistenza dei manifestanti, le forze dell'ordine impugnano le armi da fuoco e cominciano a sparare.

 

Sul selciato della piazza caddero:

 

http://www.antiwarsongs.org/img/upl/laurofarioli.jpgLauro Farioli

22 anni, operaio

E' orfano di padre dall'infanzia, muratore a 16 anni, si sposa a 19 con Enrica, muore a 22, padre di un bimbo. Risiede a San Bartolomeo, borgata a maggioranza rossa. Lo chiamavano «Modugno» grazie alla vaga somiglianza con il cantante.
E' il primo a cadere sui gradini della chiesa di San Francesco, davanti alla porta sbarrata; indossava pantaloni corti e una camicetta rossa, le ciabatte ai piedi, non pensava certamente di dover fuggire.

http://www.antiwarsongs.org/img/upl/ovidiofranchi.jpgOvidio Franchi

19 anni, operaio

E' il più giovane (classe 1941, nativo della frazione di Gavassa). Figlio di un operaio delle Officine Meccaniche Reggiane, dopo la scuola di avviamento industriale entra come apprendista in una piccola officina della zona.
Nel frattempo frequenta il biennio serale per conseguire l'attestato di disegnatore meccanico, che gli era stato appena recapitato.
Quella sera, durante la manifestazione viene colpito da una raffica di mitra in piazza Cavour.

http://www.antiwarsongs.org/img/upl/afrotondelli.jpgAfro Tondelli

35 anni, operaio

Partigiano, ex appartenenti alla 76a Sap (classe 1924) è il quinto di otto fratelli, in una famiglia contadina di Gavasseto.
A 12 anni è fattorino alla Timo, a 16 viene assunto all'Arcispedale.
Il vecchio nome di battaglia era «Bobi», era segretario locale dell'Anpi. Sposato con Elvira, muore ai giardini.

http://www.antiwarsongs.org/img/upl/marinoserri.jpgMarino Serri

41 anni, operaio

Marino Serri è un partigiano della 76a brigata. Ha 41 anni, è il più vecchio fra i cinque martiri: nato in una famiglia contadina e montanara poverissima di Casina, con sei fratelli, non frequenta nemmeno le scuole elementari e lavora sin da bambino pascolando le pecore e nelle campagne vicino a casa.
Militare a 20 anni, era stato in Jugoslavia. Abitava a Rondinara di Scandiano, con la moglie Clotilde e i figli.

http://www.lestintorecheamleto.net/interrogativo.jpgEmilio Reverberi

39 anni, operaio

E' un ex operaio licenziato nel 1951 dalle Officine Meccaniche Reggiane, dove era entrato all'età di 14 anni. Era stato garibaldino nella 144a Brigata dislocata nella zona della Val d'Enza (commissario politico nel distaccamento Amendola).
Nativo di Cavriago, abita a Reggio nelle case operaie oltre Crostolo con la moglie e i due figli. Viene brutalmente freddato a 39 anni, sotto i portici dell'Isolato San Rocco, in piazza Cavour.

 

Il fuoco dei moschetti e dei mitra dura quasi ininterrottamente per quaranta minuti. Almeno 500 colpi vengono sparati da poliziotti e carabinieri contro cittadini inermi.

Il risultato della strage è di 5 morti e diverse decine di feriti, di cui molti in modo grave.

 

Quattro anni dopo "la giustizia" ha fatto il suo corso.

Il 14 luglio 1964 la Corte d'Assise di Milano, presidente Curatolo, assolve i responsabili della strage.

Il vice questore Cafari Panico viene assolto con formula piena per non aver commesso il fatto mentre l'agente Celani per insufficienza di prove, nonostante che queste fossero molte e circostanziate.

 


Repost 0
Published by maurizio - in ATTUALITA'
scrivi un commento
7 giugno 2010 1 07 /06 /giugno /2010 13:44

http://www.fgincontro.it/immagini/Soggettiva2005%20-%20Spazi%20e%20volti%20esclusione/06%20-%20Solitudine%20-%201977.jpg

 

I manicomi, in Italia, esistono ancora. Almeno quelli criminali. Lo sostiene Valter Vecellio, in un articolo pubblicato dal periodico dell'associazione "Luca Coscioni". Infatti gli ospedali psichiatrici giudiziari secondo un decreto ministeriale sarebbero dovuti essere già chiusi. E invece quel decreto è rimasto inattuato.
 
Scrive Vecellio:

"L’ennesima condanna dell’Italia da parte del Consiglio d’Europa, per le troppe violenze 'istituzionali' e i suicidi, al di là dell’amarezza che suscita – altro che 'Gomorra' e la 'Piovra': è questo che rovina l’immagine del nostro paese, è di questo che dovrebbe preoccuparsi il presidente del Consiglio – ha comunque il merito di aver portato alla nostra attenzione una realtà troppo spesso ignota e ignorata, quella degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Gli addetti ai lavori lo chiamano 'ergastolo bianco': colpisce 'persone che non devono scontare una pena né essere rieducate"'

Una questione, quella degli Opg oggetto di numerose interrogazioni parlamentari presentate da Maria Antonietta Farina Coscioni e da Rita Bernardini - n.p. sono due parlamentari del Partito radicale - (tutte rimaste regolarmente senza risposta), e di numerose visite 'ispettive'.
Si tratta, in sostanza, di persone che sono state prosciolte perché malate e quindi devono essere curate; per questo finiscono negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, che è un modo gentile per chiamare quelli che un tempo erano i 'manicomi criminali'. Ce ne sono sei: Aversa in provincia di Caserta; Napoli; Reggio Emilia; Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova; Montelupo Fiorentino; Barcellona Pozzo di Gotto, vicino Messina. Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 1° aprile 2008 ne ha disposto la chiusura, ma come spesso succede in Italia una cosa è dire, altra è fare.

Attualmente negli Opg sono rinchiuse 1.535 persone, 102 donne; la capienza regolamentare è di 1.322 posti. La quasi totalità dei presenti, 1.305, non è composta da detenuti in attesa di giudizio né da condannati in via definitiva ma da 'internati': cioè persone ritenute 'pericolose socialmente'. Un provvedimento emesso dal giudice che 'si protrae fino a quando il magistrato di sorveglianza ritiene che la persona sia pericolosa'. L’internamento può essere prorogato all’infinito, lo decide sempre il magistrato di sorveglianza in base alle valutazioni mediche. Per questo lo chiamano 'ergastolo bianco'. Oltre i 1.735 presenti negli Opg, ci sono ancora 484 internati rinchiusi nelle cosiddette case lavoro o case di custodia e cura. Si tratta di persone che stanno scontando una 'pena accessoria', cioè una punizione supplementare che si sconta dopo aver terminato la condanna penale.

A proposito di questi internati negli OpgG, ecco la storia, davvero penosa, di Vito.

Era entrato nel manicomio criminale di Napoli – allora si chiamava così – a 17 anni. Ne è uscito cinquant’anni dopo, e solo perché nel 2003 il presidente della Repubblica Ciampi lo aveva graziato. Vito è il simbolo della devastante solitudine di chi ha trascorso una vita intera in un Opg. La libertà Vito l’ha conosciuta solo per tre anni, prima di morire, quattro anni fa, all’età di 79 anni, affidato alle cure dei sanitari di un centro Asl di Salerno. Condannato all’ergastolo per aver ucciso il padre negli anni ‘50, Vito è rimasto solo una vita intera. Col padre aveva un rapporto fortemente conflittuale. A scatenare la rabbia, come emerse poi al processo, fu l’accusa mossa dal genitore di vendere in proprio l’olio prodotto nel fondo di famiglia. Il ragazzo attese che il padre tornasse dal bar, dove aveva giocato a carte con gli amici. Lo colpì alle spalle con una delle asce che utilizzava per tagliare la legna. Poi gettò il cadavere in un dirupo.
Confessò tutto e in aula si parlò anche dei rimproveri, delle vessazioni e dei pestaggi ai quali sarebbe stato sottoposto il ragazzo. I giudici furono però inflessibili e lo condannarono al massimo della pena.
Rinchiuso in carcere, dopo un lungo periodo, a causa di disturbi mentali, fu trasferito in una struttura psichiatrica giudiziaria. Un calvario durato fino al 2003 quando il caso sul tavolo dell’allora ministro della Giustizia Roberto Castelli, che inoltrò la richiesta di grazia al Capo dello Stato. In mezzo secolo di permanenza nell’Opg di Napoli Vito ha scandito le sue giornate con immutabile ripetitività: sveglia, colazione, rifacimento del letto fissato al pavimento con dei bulloni per evitare atti di autolesionismo, attesa del pranzo. Ha sempre mangiato solo in cella, seduto sulla branda. Nelle stagioni calde anche per terra, senza mai usare né coltello né forchetta. Mangiava con le mani. E quando dopo mezzo secolo è arrivato quell’atto di grazia che a 76 anni lo ha fatto uscire dall’esilio dei dimenticati, non era certo preparato alla libertà parchè non poteva conoscerne il senso. Così venne affidato all’Asl di Salerno, e lì ha vissuto gli ultimi anni della sua vita".
 

Come commentare?
Che i manicomi criminali rimangano in vita in Italia non mi stupisce certo. Però, nonostante questo, non dobbiamo abituarci a questa situazione. Dobbiamo impegnarci perchè vengano chiusi definitivamente.

Una domanda non la posso tralasciare.
Quanti Vito ci sono stati nel nostro paese? Non credo pochi, purtroppo.

http://paoloborrello.ilcannocchiale.it/2010/06/06/i_manicomi_esistono_ancora.html

Repost 0
Published by maurizio - in ATTUALITA'
scrivi un commento
3 giugno 2010 4 03 /06 /giugno /2010 09:29

Questa sera, 2 giungo 2010, ho telecomandato il televisore sul tg1, quasi alla fine, in attesa di sentire un po’ di sport. Lo faccio raramente perché me ne intendo poco e perché preferisco altri sport. Ma i mondiali di calcio sono i mondiali, non è cosa da tutti i giorni e conoscere qualcosa di più, anche sul Sud Africa, dove si giocherà, mi fa piacere.

Ho fatto in tempo a sapere:

1)   che un tassista inglese è impazzito ed ha sparato per la strada contro le persone uccidendone purtroppo 12 e poi si è suicidato (brutta notizia), tenuta lunga almeno 5 minuti, con interviste, ecc;

2)   cosa debbo fare per far sì che le rondini facciano il nido sotto il tetto della mia casa;

3)   ho imparato a portare a spasso in macchina il mio gatto o il mio cane e a farli viaggiare in aereo ed in treno, nonché in nave;

4)   ho assaporato quanto può essere dolce la vita, se mi imbarco in un sottomarino: posso dipingere, leggere e fare tante cose interessanti.

Poi, finalmente lo sport.

Pensavo parlassero, appunto, dei mondiali ed invece, guarda un po’, saltano fuori Cannavaro, Quagliarella (?) ed un altro di cui non ricordo il nome, tutti di Napoli, che dicono peste e corna contro Saviano, perché ha scritto Gomorra. Saviano  ha parlato male di Napoli e non c’era bisogno di scrivere un libro per sapere che la camorra a Napoli esiste ed è brutta.

Messaggi subliminali, liminali, sottintesi e palesi.

Capito italiani sportivi?

Chi ha orecchie per intendere intenda, cioè : ha ragione il papi berlusca, quando dice che non si deve parlare di mafia, camorra e affini, perché si danneggia l’Italia. Lo sostengono anche i calciatori.

Questo è il tiggi1 che anch’io contribuisco a mantenere!!! Porcavacca!!!http://lucianoidefix.typepad.com/.a/6a00e3981d8c1588330120a651eb6a970b-800wi

Repost 0
Published by maurizio - in ATTUALITA'
scrivi un commento
27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 11:09
Da quattro serate a una, e dopo marzo nessuna: lo dice il palinsesto per la prossima stagione

DandiniRicordate? “Una trasmissione pagata con i soldi pubblici si diletta nell'avere come unico bersaglio il governo e l'aggredisce”. Silvio Berlusconi, consiglio dei ministri, 6 maggio scorso. I dirigenti Rai hanno preso appunti e, per esaudire i desideri del capo, cancellano Parla con me dai palinsesti per la prossima stagione.

Un azzeramento graduale di Serena Dandini: dalle quattro abituali puntate a una (fino a marzo) sino alla scomparsa totale. I programmi di satira e informazione entrano, escono, rientrano nelle bozze in lavorazione, eppure il silenzio di un vicedirettore generale, influente come Antonio Marano, vale un capitolo di epica: “La Dandini? Altra domanda”. E poi da viale Mazzini cercano la scusa perfetta: “Sapete che dobbiamo celebrare i 150 dell'Unità d'Italia?”. Una motivazione valida per scansare la Dandini e accogliere Giovanni Minoli, super coordinatore delle feste e della storia. Il meccanismo è scientifico: prevedere uno spazio, poi cercare il posto. Il Consiglio di amministrazione ha votato all'unanimità un contratto regale per Minoli - otto milioni di euro l’anno da spendere (due di stipendio) – e il pacchetto di serate da piazzare qui e lì. Meglio se lì: nell'ex tele Kabul, l'unico canale da espugnare e bonificare.

Le trame della Rai stravolgono i progetti di Antonio Di Bella, il direttore di Raitre che aveva previsto quattro serate per la Dandini. La penultima parola spetta a Mauro Masi e alla compagnia di giro che da settimane compila i palinsesti: “L'ultima è in esclusiva per Di Bella – avvisa Loris Mazzetti, capostruttura della rete – perché devono rispettare le sue priorità. Se l'azienda dovesse imporsi, devono aspettarsi una dura reazione”. Forse lasciare l'incarico, consegnare una lettera di dimissioni? “Non possiamo dimenticare – conclude Mazzetti - il recente attacco di Berlusconi: un tempo l'azienda avrebbe difeso una sua dipendente per la sua stessa sopravvivenza”.

Piccoli editti crescono. Altra dimostrazione della (ferrea) memoria in Rai. Primo incontro tra Paolo Ruffini (predecessore di Di Bella) e Mauro Masi, il direttore generale fa una battuta per ingannare con il sorriso un'altra richiesta di Berlusconi: “Quel comico bergamasco non mi piace”. Masi citava Enrico Bertolino, un suo personaggio (un muratore bergamasco), per staccare la spina a Glob, l'osceno del villaggio. “Ci saremo? Chissà. - dice Bertolino - Le impressioni sono negative, il clima non è bellissimo. Glob può vantare ottimi risultati, la media dell'undici per cento di share: positivo per l'orario notturno, no? Abbiamo costi bassissimi, usiamo persino la scenografia di Che tempo che fa, ma io comincio a guardare altrove. C’è sempre il teatro...”.

Identica domanda e identica risposta di Marano: “Bertolino? Vuole sapere altro?”. L'ex direttore di Raidue ha preparato vari palinsesti da visionare, nel fine settimana, Masi prenderà martello e chiodi. Fisserà il futuro della Rai: “Noi parliamo per ipotesi. Dipende da Masi e dalla concorrenza: se Mediaset fa una mossa – frena Marano – noi dobbiamo replicare di conseguenza”. Pessime indiscrezioni per Porta a Porta: possibile riduzione delle serate – da quattro a tre – per anticipare l'inizio di mezz'ora. Un compromesso per raggirare la perdita d'ascolti della Terza Camera presieduta da Bruno Vespa: dal 2008 a oggi, ovvero dal ritorno di Berlusconi a palazzo Chigi, Porta a Porta ha perso oltre 5 punti di share. Strategie aziendali: via Parla con me e Glob che crescono, deroga eterna per chi appassisce. E Marano che fa i conti: “Noi vinciamo sempre contro Mediaset”.

(dal "Fatto Quotidiano" del 26 Maggio)

N.B.: chi volesse conservare come una reliquia una puntata di "Parla con me", clicchi su [questo link]: potrà vedere la puntata del 5 maggio e, se non li tolgono, potrà avere i links a molte puntate precedenti. Praticamente, siamo già alla raccolta delle reliquie. Verrà un giorno in cui questa TV sarà fatta solo dai Paragone e dalle Moniche Sette. Tafanus

Repost 0
Published by maurizio - in ATTUALITA'
scrivi un commento
19 maggio 2010 3 19 /05 /maggio /2010 14:01

http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash1/hs541.ash1/31665_1382794302765_1619211828_940100_6896869_n.jpg

 

Anch'io come Travaglio mi sento un po' tradito dalla decisione di Santoro,comprendo la sua voglia di provare strade nuove ma non sara' certo alla Rai che potra' fare cio', se proprio voleva lasciare doveva assicurare almeno la continuazione di Annozero,passando il timone nelle mani di altri(forse Ruotolo?).Una grave perdita per la liberta' di informazione,Berlusconi lo aveva ordinato,Masi e' riuscito a portargli lo scalpo! Tralasciamo la questione soldi,la buonuscita,i milioni che gli riempiranno le tasche,non a caso ha affidato la faccenda all'Agente delle stelle televisive(Bonolis,Ventura

 ,Clerici), cio' che mi lascia perplesso e' la scelta di diventare collaboratore dell'Azienda,come libero professionista. Sinceramente mi riesce difficile credere che la Rai si avvalga della collaborazione di un personaggio televisivo scomodo al loro Padrone,contro il quale si sono tutti sempre schierati contro.Addio Santoro, e' stato bello.....
Repost 0
Published by maurizio - in ATTUALITA'
scrivi un commento

Presentazione

  • : Blog di maurizio
  • Blog  di maurizio
  • : Per tutti quelli che desiderano una informazione corretta fuori dagli schemi e per tutti quelli amanti della fotografia e della musica.
  • Contatti

Testo Libero

 <!-- BERLUSPUNCHBALL --><script type="text/javascript" src="http://aliendrawer.altervista.org/berluspunchball/flashobject.js"></script><div id="flashcontent"><strong>Se vedete questo testo ci sono problemi con la visualizzazione del BerlusPunchball<br /><br />If you see this text there are troubles to view BerlusPunchball</strong></div><script type="text/javascript">var fo = new FlashObject("http://digilander.libero.it/AlienDrawer/berluspunchball/berluspunchball.swf", "berluspunchball", "160", "300", "6", "#000000"); fo.addParam("wmode", "transparent"); fo.write("flashcontent");</script><!-- fine BERLUSPUNCHBALL -->

Archivi

Categorie