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12 novembre 2010 5 12 /11 /novembre /2010 11:34

 

Scorrendo questo blog le notizie da depressione sono senz'altro in quantità di gran lunga prevalente rispetto alle notizie positive. Ecco allora che quando capita una notizia che in qualche modo risolleva lo spirito di chi ha a cuore questo paese bistrattato, maltrattato, calpestato in ogni suo ambito sociale, politico e culturale da parte di chi lo governa, vale la pena senz'altro spendere due parole e forse qualcuna di più. Ieri sera su Rai tre era in onda la tanto attesa e contestata, dai vertici Rai, trasmissione di Fabio Fazio "Vieni Via con me" con Saviano e Benigni mentre su Canale 5 era in programmazione la trasmissione trash per eccellenza "Grande Fratello". Stupenda la trasmissione di Fazio anche se Benigni a mio avviso è stato un pò inferiore alle attese ed oggi la curiosità di vedere i dati di ascolto era molta. Ecco la sorpresa: Fazio 24,48% di share con una punta del 32%, Grande Fratello 20% di share. FANTASTICO. Che si stia movendo finalmente qualcosa anche fra il pubblico dei teledipendenti ? E' chiaro che c'è stata una migrazione di spettatore dal GF a Rai 3, una migrazione inaspettata ma non per questo meno gradita. Certo mi piacerebbe che effetto ha fatto ad un telespettatore guardone del GF sentire i monologhi di Saviano o di Benigni od ascoltare Vendola che snocciola come un rosario i tanti modi per appellare un gay. Quel telespettatore si sarà reso conto del tipo di paese in cui vive ? Oppure avrà pensato di trovarsi in uno spettacolo di fantascienza ? Si vedrà intanto è un fatto clamoroso aver schiodato qualche milione di telespettatori da una trasmissione spazzatura falsificatrice della realtà ad una trasmissione che parla di una realtà ignorata dalle televisioni del cavaliere e spesso anche dalla televisione pubblica. Un fatto che diventa ancora più confortante con le notizie che arrivano dal Veneto. Il duo BeBo (Berlusconi-Bossi) si è recato in Veneto per andare a verificare i disastri provati dalla alluvione ed è stato accolto suon di fischi e violente contestazioni. Un segno anche questo dell'umore della gente che non è più disposta a farsi governare da un uomo che naviga nell'oro e che pensa molto più a salvaguardare le sue escort, minorenni e non, piuttosto che al paese ed ai suoi innumerevoli problemi. Il cavaliere dopo il Veneto si reca all'Aquila pensando di trovare un clima più favorevole grazie ai suoi interventi nel dopoterremoto ed invece anche nella città ancora sommersa dalle macerie viene accolto dal grido "Tu bunga-bunga, all'Aquila macerie" Insomma quello che il centro sinistra non riesce a fare con una incisiva politica di opposizione, Berlusconi lo fa da solo dando vita ad un clamoroso autogoal. I suoi costumi libertini che spesso travalicano nell'illegalità, si dimostrano un boomerang per la sua leadership e i cittadini, soprattutto quelli che devono affrontare problemi drammatici, non sono più disposti a farsi governare anzi a farsi non governare da un uomo in tutte altre faccende affaccendato.
 
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12 novembre 2010 5 12 /11 /novembre /2010 11:12

 http://www.claudiocaprara.it/mediamanager/sys.user/38949/Umberto%20Bossi,%20Silvio%20Berlusconi%20e%20Gianfranco%20Fini.jpg

Da mesi assistiamo ad una commedia neppure tanto bella. Una specie di tocca a me, no tocca a te. Come una conta infantile  Amabarabà ciccì coccò, tre civette sul comò che facevano l’amore con la figlia del dottore, la figlia del dottore si ammalò, ambarabà ciccì coccò, tocca a te!  (circa)

Abbiamo sentito Fini, prima a Modena e poi a Perugia ed abbiamo capito che è contro, contro le leggi ad personam, contro l’omofobia, contro l’illegalità, contro i precari, contro i tagli nell’Università, insomma è contro a tutto quello che ha fatto il governo Berlusconi o quasi (ha elogiato la riforma Gelmini).

Ma allora perché non esce da questo governo e non sfiducia l’esecutivo?

Non crediamo che il paese sia in condizioni tanto floride da attendere ancora a lungo il risultato di questo gioco al rimando. La situazione è critica, non solo dal punto di vista economico, c’è bisogno di nuova politica, di nuove iniziative che tolgano il paese dal pantano in cui è stato immerso.

Il governo da mesi non governa ed è impegnato solo nelle questioni private del premier. Non è possibile che un uomo talmente pieno di soldi da non sapere dove metterli, sappia che cosa stia accadendo davvero alla gente di questo paese. Lui ha uno stile di vita, cui non rinuncia ovviamente, per cui passa metà del suo tempo con le prostitute e l’altra metà a difendersi da quello che ha fatto.

Governare nisba!

In questo sistema chi si incunea è la Lega, convinta di poter tirare avanti quel tanto che basta, per portare a casa il “suo” federalismo fiscale che dovrebbe essere la bacchetta magica che risolve tutti i mali del  paese.

Oggi come oggi chi governa è la Lega. Un partito che, pur avendo una percentuale di voti che non arriva alle due cifre, sta dettando l’agenda a Berlusconi. E’ la Lega che tratta con Fini è la Lega che decide i finanziamenti in Veneto. E’ la Lega che sta dietro il cespuglio per uscire ed acchiappare la lepre del momento.  Peggio che il PSI di Craxi.  

E’ la Lega che dice andiamo avanti. Ma avanti dove?

Dall’altra parte, dall’opposizione, ci si limita a tirare per la giacca Fini, nella speranza che sia lui a far cadere Berlusconi. Si rivolgono a Fini come se fosse uno della sinistra.

Attenzione. non si può chiedere a Fini di comportarsi da uomo di sinistra, perché lui è un uomo profondamente di destra e fra i suoi gli obiettivi non ci sono gli obiettivi della sinistra, ma un partito di destra.

Fini è stato chiaro, vuole le dimissioni di Berlusconi, un governo con altri ministri, con la possibilità che a guidare questo “rimpasto” sia ancora Berlusconi. Dire a Fini di staccare la spina e limitarsi al fatto che sia lui a farlo,  può essere pericoloso, si rischia un Berlusconi bis, magari con dentro anche l’UDC.

Un Berlusconi bis, sarebbe il colmo, una mostruosità. Eppure il rischio c’è ed è reale.

 

 

http://speradisole.wordpress.com/2010/11/11/ambaraba-cicci-cocco/

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9 novembre 2010 2 09 /11 /novembre /2010 11:05

L’esempio lampante di quanto sia inconsistente l’opposizione di sinistra italiana è dato dal fatto che tutti i suoi leader, da Bersani a Di Pietro, stanno tirando per la giacca il Presidente della Camera e leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini, per convincerlo a “staccare la spina a Berlusconi”, come se la cosa fosse dovuta o, peggio, come se si stessero rivolgendo a un uomo e a un partito di sinistra.

Quello che ai leader di sinistra sembra sfuggire è che Futuro e Libertà è un partito di destra e che chiedere a Fini di comportarsi come uno di sinistra è semplicemente ridicolo. Non lo farà mai semplicemente perché non è nel suo DNA e non è certamente tra i suoi obbiettivi.

L’obbiettivo di Fini e di Futuro e Libertà è stato spiegato con dovizia di particolari alla convention tenutasi lo scorso fine settimana a Perugia: costruire un partito di destra che sia liberale, rispettoso dei Diritti, della Costituzione e della giustizia. Insomma una destra costituzionalista e liberaldemocratica, ma pur sempre una destra. E’ chiaro che in una visione simile non ci sia niente di più lontano delle posizioni di Silvio Berlusconi e della politica attuata dal Popolo delle Libertà. Da qui lo scontro con Berlusconi. Credere che Fini si sia messo di traverso all’uomo di Arcore perché attratto da sirene di sinistra è quindi semplicemente una allucinazione.

Cosa accadrà ora? Fini è stato chiaro, vuole le dimissioni di Berlusconi e un rimpasto di Governo con conseguente redistribuzione dei poteri e dei Ministeri, il tutto senza escludere che a guidare il nuovo esecutivo sia ancora Berlusconi, però con molta meno autonomia. Fini vuole una nuova legge elettorale, una legge sul conflitto di interessi e l’accelerazione della legge anti-corruzione. Ma soprattutto Fini vuole l’inclusione nel nuovo Governo dell’UDC di Casini, non perché Casini sia un uomo affascinante, ma piuttosto per controbilanciare lo strapotere della Lega Nord e implementare una legge sul federalismo fiscale che non penalizzi il sud.

Invece la sinistra (e una parte della destra populista) continua a pensare che Fini si sia intimamente convertito alla sinistra. Non è escluso che alcune idee combacino, come per altro dimostra il “Manifesto per l’Italia” presentato a Perugia e come dimostra l’aperto anti-berlusconismo, ma siamo a pochi punti di contatto. Per il resto Fini e Futuro e Libertà rimangono una entità di destra forse addirittura più laica della sinistra stracarica di ex democristiani.

E allora finisca la sinistra di tirare Fini per la giacca e si dia da fare nell’attuare quello che fino ad oggi non ha mai fatto: una seria opposizione di sinistra. Ognuno per la sua strada consapevoli che l’unico punto che unisce è liberare politicamente l’Italia da quel flagello chiamato Berlusconi.

Carlo Alberto Cecchini

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9 novembre 2010 2 09 /11 /novembre /2010 10:59

 

http://magazine.liquida.it/wp-content/themes/magazine-nv/thumb.php?src=/wp-content/uploads/2009/05/gianfranco_fini.jpg&h=220&w=220&zc=1&q=80

 

Lui è contro l’omofobia. Lui è contro le leggi ad personam. Lui è contro l’assalto quotidiano ai magistrati. Lui è contro corrotti e corruttori. Lui è contro il lavoro precario. Lui è contro l’immoralità della politica. E allora perché Gianfranco Fini continua a restare al governo col più omofobo Presidente del Consiglio che la storia d’Italia ricordi? Perché non prende le distanze da chi in sedici anni non ha fatto altro che pensare al porco del comodo suo, mettendo in secondo piano le esigenze del paese? Perché non esce dal governo che più ha contribuito ad rendere tragica la situazione dei precari? Perché non si allontana da chi ha fatto dell’immoralità e della corruzione uno stile di vita? L’amara risposta è che purtroppo per lui e per chi gli va dietro, Gianfranco Fini, oltre ad essere uno dei più scarsi politici italiani (pari forse solo a Veltroni), è anche un senza palle cronico.

 

http://altresciocchezze.wordpress.com/2010/11/02/senza-palle/

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8 novembre 2010 1 08 /11 /novembre /2010 20:53

 

Fini e Berlusconi giocano a ping pong da mesi ed anche oggi l'ennesimo discorso del leader del nuovo partito Futuro e Libertà sostanzialmente non cambia niente nella situazione politica rispetto a qualche giorno fa. La richiesta di dimissioni che Fini ha rivolto a Berlusconi è sembrata una sceneggiata napoletana alla maniera di Mario Merola, equiparabile alla favola di Edipo "Al lupo! Al lupo". Fini sa benissimo che Berlusconi non si dimetterà mai e l'unico modo di mandarlo a casa è di sfiduciarlo in parlamento, tutto il resto è noia avrebbe detto Califao o fumo negli occhi potremmo dire in un linguaggio più popolare. Siamo in una democrazia parlamentare nella quale il Presidente del Consiglio è nominato dal Presidente della Repubblica (non dal popolo come da mesi martella tutto il Pdl) mentre Camera e Senato votano la loro fiducia all'esecutivo, da qui ne consegue che la sfiducia del parlamento è l'unica procedura democratica per costringere alle dimissioni lo stesso Presidente del Consiglio. Fini dovrebbe conoscere bene la procedura e sapere che in realtà il pallino del gioco è in mano sua e questo ping pong è perfettamente inutile oltre che costituire una specie di presa in giro per il paese. Un paese che sta attraversando una situazione critica non solo dal punto di vista economico con un governo ormai impegnato da mesi non a governare ma ad occuparsi delle questioni private dell'Indagato suo presidente. Dopo le solite piogge che puntualmente arrivano a provocare danni ingenti in qualche zona del paese, in questi giorni è toccato al Veneto, dopo la cronicizzazione dell'emergenza rifiuti in campania, oggi si aaggiunge un ulteriore disastro indice delle condizioni drammatiche in cui versa il nostro patrimonio artistico: il crollo di Pompei. Naturalmente tutti questi disastri non possono essere imputati esclusivamente a questo governo ma sono il risultato dielle politiche ambientaliste e culturali disastrose messe in atto da tutti i governo da 40 anni a questa parte. La colpa di questo governo è stata quella di presentarsi come il governo del fare che avrebbe risolto tutti quei problemi, causati, secondo la propaganda faziosa della maggioranza del centro destra, dalla politica dissennata della sinistra. Il governo, al contrario, impegnato in tutt'altre questioni, non ha risolto nessun problema ed anzi ne ha fatti aggravare altri con la sua politica inconcludente sia per quanto riguarda l'ambiente che per quanto riguarda la cultura ed i beni artistici. D'altra parte che cosa si può pretendere da un governo guidato ... anzi comandato .. da un uomo che pieno talmente di soldi da non sapere più che cosa farne se non spenderne per rifarsi tutto quanto sia possibile rifare del suo corpo oltre che per portarsi a letto qualche prostituta di alto bordo meglio se minorenne. Fini, benche' desideroso di smarcarsi dal potere di Berlusconi (per prenderne il posto ??), non ha il coraggio di votare la sfiducia al governo forse attanagliato dalla paura di non riuscire forse a mantenere qualche poltrona in una eventuale nuova legislatura.
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8 novembre 2010 1 08 /11 /novembre /2010 20:48

 

Chissà magari si scambiano idee sui metodi, sulle relazioni da gestire, sugli interventi.
Tra un lettone ed una "bella donna" poi trovano anche il tempo di confrontarsi sul livello del giornalismo nel proprio paese.
Un asse che dura da più di dieci anni, che imbarazza il nostro paese e anche l'Europa direi, ma che il premier non perde occasione invece per difendere.
Forse perchè Putin è quello che Silvio vorrebbe essere, il suo obiettivo finale, il suo modello di democrazia, quella dove come disse lui "la libertà di stampa non è un diritto assoluto". Un paese dove spariscono i giornalisti e nessuno rompe le scatole con inchieste, un paese dove se parli, se non vuoi abbassare la testa di fronte ad un regime finisci morta ammazzata nell'ascensore di casa tua come Anna Politkovskaja, dove se segui l'opposizione, se ti azzardi a dire "mah forse non è proprio democratico questo paese" finisci in coma come Oleg Kashin, un giornalista del periodico russo Kommersant, massacrato di botte davanti a casa sua.
Come si può dimenticare il messaggio cordiale lanciato da Silvio ad una giornalista russa che chiedeva spiegazioni a Putin per una sua relazione con la giovane deputata Alina Kabaeva...

...ma sono ragazzi, stavano solo scherzando.

 

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2 settembre 2010 4 02 /09 /settembre /2010 07:27

http://www.altro.net/gert/wp-content/uploads/2009/06/gheddafi_silvio.jpg

 

Non venite poi a piangere, cari papiminkia se, dopo aver scampato per quasi dieci anni il terrorismo islamico in casa nostra, qualche esagitato alqaedista o chi per lui farà un bell'attentatone con il botto in Italia, essendosi offeso per quel Corano impugnato come il catalogo dell'IKEA da 500 non-vergini affittate a ore e pronte a convertirsi al Corano per la modica cifra di 70 euro. (Cassandra mode off.)

All'alqaediano o a chi si traveste da tale con tanto di turbante in testa non interessa se le ragazze erano magari, per carità, tutte irreprensibili e devote figlie di Mary sinceramente affascinate dalla religione che, in qualche caso, prevede la lapidazione per le loro sorelle troppo emancipate. Ormai in Italia per qualunque cosa non andiamo oltre lo schema dell'ignobile farsa che, in questo ultimo frangente, offende qualsiasi religione, non solo l'Islam. Come si dice "scherza con i fanti ma lascia stare i santi". A quanto mi risulta, il Corano non può essere toccato se non dopo profonde abluzioni dagli stessi fedeli islamici. Figuriamoci se avrà fatto piacere ai fondamentalisti vederlo abbinato al tacco a spillo, al wonderbra ed alla minigonna giropassera. Come gridare: "Ehi, siamo qua, si avvicina l'11 settembre, non c'è qualcosa anche per noi?" Perchè gli islamici sono dei terroristi che vogliono solo distruggerci, non è così? Perchè le donne italiane sono tutte zoccole da convertire, vero?

Strani sommovimenti si sono uditi questa notte nel cimitero degli Allori, a Firenze. Chissà come avrebbe commentato il Rocky Horror Beduin Show la buonanima, quella che avrebbe volentieri dato alle fiamme in stile cappuccino, cornetto e napalm e fatto saltare la moschea, giammai ne avessero costruita una accanto a casa sua.
Chissà se quelli che indossano la maglietta con scritto "I cuore Oriana" non si saranno sentiti un pò presi in giro dal cialtrone della Brianza che, mentre fa l'alleato nella guerra al terrorismo islamico con gli imperiali e con i tollerantizero della Lega razzista, fa bondage estremo con un ex terrorista, anzi uno che Bin Laden al confronto gli fa una pippa. Uno che lo piglia allegramente per il culo, una volta sbarcato a Roma, auspicando l'islamizzazione dell'Europa.

Chissà cosa ne pensano l'infeltrito Feltri e tutti i borghesoni terrorizzati dall'Eurabia di queste liaisons dangereuses con l'amico del deserto un po' rintronato che sbarca con le amazzoni, le tende e il guardaroba sulle gruccette. Chissà cosa ne pensa la Chiesa cattolica, quella che bisogna tenersi buoni nonostante le escort che animano il lettone di Putin (altro bel tomo), i divorzi e, in generale, la spregiudicatezza morale.

Io penso che lui, il brianzolo, stia solo preparandosi ad una vecchiaia dorata in esilio a Tripoli. Per quella mania che hanno gli statisti milanesi (per carità, basta, non datecene più) di emigrare in Nordafrica quando vedono la mala parata. Come Bettino, per illudersi di essere stato un politico almeno al suo livello. L'allievo che ha superato il maestro in senso negativo.

Magari un giorno i nostri discesi, in un trafiletto in cronaca estera, leggeranno:
"Tripoli, 2056. E' morto a 120 anni Silvio Berlusconi, curioso personaggio dello spettacolo diventato per diverse volte Presidente del Consiglio italiano negli anni tra il 1990 e il 2010. Travolto da processi e scandali e da una clamorosa debacle finanziaria in seguito al crollo del suo ultimo governo, inseguito dalla CIA, era stato costretto all'esilio in Libia, ospite dell'amico e sodale Muhammar Gheddafi. Da molti decenni si era persa ogni traccia di lui."
Morto in Libia, appunto.
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2 settembre 2010 4 02 /09 /settembre /2010 07:18

http://4.bp.blogspot.com/_kqFbSNL7tT8/THuyvUbV1xI/AAAAAAAABZA/oSDQeZ6XMu4/s1600/arrivo+gheddafi.bmp

 

Perchè?
Lo ripeto perchè?
Voglio ancora ripeterlo...perche?
Perchè non ci sono più le persone che prendo a calci nel sedere chi continua a buttare fango sul nostro paese, perchè non ci sono più le persone che si indignavano, che avrebbero fatto un casino piuttosto che vedere un uomo prendersi gioco di un paese.
Perchè l'Italia è diventata solo un grande palcoscenico, un teatro da drive in di serie B con i beruschi del caso a presenziare come ministri, una repubblica trasformata in summit di hostess factotum che all'occasione fanno anche le finte convertite, basta mettere tutto nella tariffa oraria. Qui dove l'importante è che lo spettacolo continui a prescindere da tutto, per impegnare i cervelli della gente, non pensare... solo brillante da vedere... E' come se sentissi quelle voci...

"Grazie Cavaliere!" "Che bell'uomo chè sempre il Gheddafi!" "Che belle quelle ragazze li! E tu che continui a studiare... guarda dove sono già quelle" "Una firma una firma..."

Che fine ha fatto il paese dei premi Nobel, della cultura, il paese delle inchieste, delle masse che urlavano, dove è andata a finire la dignità di noi cittadini che paghiamo tasse e servizi per poi magari non averli nemmeno o averli scadenti, vedendo poi i nostri soldi usati per ricevere un dittatore con tutto il carrozzone, insultando la stessa religione da lui professata mostrandola in questa maniera.
L'ennesimo show messo su da B., l'ennesima brutta figura per un paese che da troppi anni sta concede repliche di uno spettacolo che solo gli italiani possono continuare a sopportare.
Quelle voci...

"Silvio... Silvio...Silvio"

...qui il re non rimane nemmeno più nudo, siamo noi che tra un po' non avremo neanche più i vestiti.

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3 agosto 2010 2 03 /08 /agosto /2010 07:47

http://www.toonpool.com/user/5022/files/gianfranco_fini_572285.jpg

 

Quando è stato fondato, più o meno tre anni fa, tutti del Partito Democratico dicevano la stessa cosa: non reggerà mai. Troppi problemi, troppe divisioni, troppe ambiguità. Tempo un paio d’anni e si scioglierà perché è impossibile far coesistere due storie così diverse come quella post comunista e quella cattolica. Mica come gli altri. Quelli sì che reggono perché c’è Berlusconi che comanda e tutti obbedisconi ciecamente. Quelli non si divideranno mai, si diceva con convinzione da più parti, perché in fin dei conti sono uniti da valori di fondo e seguono un programma preciso. Il solo in grado di fermarli è Di Pietro, l’unica opposizione di sinistra rimasta, perché sempre pronto a cantargliele a quel mafioso di Silvio, mica come quei tonti del Pd. Tre anni dopo (tre appena, non trenta) ad implodere non è stato il Pd, ma il Pdl, Berlusconi non riesce più a farsi obbedire nemmeno dal cane e i puristi della sinistra (i figli del travaglismo, del dipietrismo e del populismo viola) fanno il tifo per Fini e per il suo manipolo di ex fascisti pronti a formare un gruppo parlamentare proprio. Io di fare il tifo per certa gente non ne ho bisogno. Anche perché la tanto sbandierata battaglia sulla legalità, insieme con l’idea di una destra moderna, europea e rivolta al riformismo moderato non esistono neppure nella mente di Fini. Sono solo uno specchietto per le allodole con cui l’ex segretario di An cerca di crearsi uno spazio nel Pdl intasato da un Berlusconi straripante. Per cui mi spiace, ma non ci casco. Un partito che prova a costruire qualcosa di nuovo, pur fra tutte le sue ambiguità e difficoltà, pur messo a dura prova da due anni di veltronismo, ce l’ho e quello spero di vedere al governo del paese dopo aver sconfitto la destra alle elezioni. Di ringraziare Fini e i suoi  per aver mandato a casa B. proprio non ne ho voglia.

 

 http://altresciocchezze.wordpress.com/2010/07/30/io-per-fini-non-faccio-il-tifo/

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2 agosto 2010 1 02 /08 /agosto /2010 07:17

http://pl.b5z.net/i/u/6070324/i/TC-6_MINE_-_Anit-Tank.jpg

 

Non sapremo mai se i due militari italiani morti in Afghanistan siano stati uccisi da una mina di produzione italiana. Dalle migliaia di documenti pubblicati da Wikileaks emerge un quadro assurdo: gran parte degli ordigni esplosivi usati dai talebani sono costruiti utilizzando delle mine anticarro di produzione italiana riadattate. I primi riscontri risalgono al gennaio del 2004, quando "in una perquisizione all'interno di edifici governativi che dovevano ospitare medicine e cibo, viene scoperto un deposito di armi, munizioni ed esplosivi. Tra questi alcune mine italiane anti-carro di tipo 2.4 e TC-6".
Da quanto si legge, almeno uno dei nostri Lince è stato colpito con mine italiane. E spesso queste potrebbero aver ucciso civili. Un articolo de Il Manifesto ricorda che il 24 maggio 2006 un camion saltò in aria dopo aver urtato una mina e morirono due civili afghani. Gli artificieri Nato riportarono: "A giudicare dalla dimensione del cratere e dalla mancanza di frammenti, era presumibilmente una TC-6 italiana".
Sono notizie imbarazzanti, che i principali media italiani non comunicheranno mai, ma che non sorprendono completamente se si pensa che il nostro Paese è il secondo esportatore mondiale di armi.
E ugualmente imbarazzanti sono le parole pronunciate da mons. Pelvi durante l'omelia per i funerali dei due militari italiani: "Nel vostro sacrificio c'è la forma più compiuta della realizzazione di voi stessi".

 


 http://ilpopolosovrano.splinder.com/post/23091835/mine-italiane

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