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23 gennaio 2011 7 23 /01 /gennaio /2011 10:45

 



 

In questi ultimi tre anni e soprattutto in questi ultimi 10 giorni l'Italia è stata trasformata in un enorme puttanaio dove ormai anche i telegiornali sono diventati spettacoli a luci rossi per raccontare le vicende di un uomo che gli italiani hanno avuto la bella idea di riproporre come presidente del consiglio nonostante i disastri dei precedenti due governi. C'è stato anche un salto di qualità in quanto nel contesto dei fatti che sono oggetto delle vicende di questi giorni, tutti sono concordi, anche dall'opposizione, a mettere da parte gli aspetti giudiziari che in buona sostanza sono secondari rispetto allo stile di vita del presidente del consiglio. Naturalmente il padre di tutti gli indagati sposta la questione puramente sul piano giudiziario, seguito ed appoggiato incondizionatamente dalla tutta l'enorme stuolo dei suoi lecchini (non saprei definire in altro modo i parlamentari del Pdl che parlano tutti allo stesso modo come se avessero imparatao a memoria una lezione impartita dal loro padrone), ma in questa occasione al paese poco interessa l'aspetto giudiziario della questione tanto che lo stesso Di Pietro difende la presunzione di innocenza. Il ragionamento in questo caso è talmente logico e ovvio che fanno veramente pena e rabbia i vari Capezzone, Cicchitto, Lupi, Santache' che si alternano davanti alle telecamere sventolando le intenzioni eversive della magistratura. In queste ore gli spettacoli televisivi sono veramente suqallidi e raccapriccianti nel confronto fra coloro che ritengono un simile personaggio inadeguato da qualsiasi responsabilità pubblica e tantomeno di governo, e coloro che ritengono le vicende solo una questione di vita privata e quindi liberamente gestibile da ognuno di noi. Principio sacrosanto ma non per un personaggio che dovendo governare decide anche delle vite degli altri, stabilisce che cosa sia lecito e non lecito per poi allegramente disattendere questi principi per ciò che concerne la propria vita. Senza contare poi lo sfruttamento della propria posizione pubblica per intercedere a favore di donnine compiacenti come nel caso della telefonata alla questura in occasione dell'arresto di Ruby. Poco importa se abbia chiesto solo informazioni, il solo fatto di aver alzato il telefono da una sede istituzionale per chiedere in merito all'arresto di un cittadino qualunque, è un fatto che richiederebbe le immediate dimissioni dalla carica che ricopre. Vale la pena poi di ricordare che fu quella telefonata a scatenare tutto il putiferio che ne è seguito comprese le indagini della magistratura che sono andate a ritroso nel tempo per verificare il traffico telefonico di Ruby e di consequenza di tutte le regazze che sono state scoperte essere nelle grazie del malato del consiglio. Nessuna controllo preventivo di Arcore se non dopo la scoperta della vicenda di Ruby. Insomma qui siamo al cospetto di una vicenda che non ha niente a che fare ne' con la politica ne' con la giustizia ma semplicemente con la moralità intesa, non nel senso bigotto del termine, ma semplicemente di coerenza per chi ha il compito di governare imponendo rigore e rispetto della legge ai cittadini e nello stesso momento è il primo ad eludere i principi imposto al paese con le proprie leggi. Le varie difese dei suoi accoliti lasciano il tempo che trovano prima fra tutte la continua questione della sovranità popolare. E' vero, solo in parte per la verità, che è stato eletto dal popolo ma il popolo non gli ha dato mandato di eludere leggi e principi che lui stesso dovrebbe rispettare se non altro per pretendere lo stesso rispetto dal paese. E non è vero che tutta la vicenda fa parte della sua vita privata percheè se lui emana una legge contro la prostituzione, il cittadino ha il diritto di sapere se poi il tipo svolge le funzioni di utilizzatore finale di prostitute, oppure se lui difende a spada tratta la famiglia, il cittadino ha il diritto di conoscere la sua vita familiare. Insomma da qualunque parte la si giri a tutta questa storia esiste una sola soluzione: dimissioni immediate e allontanamento permanente dalla vita politica e pubblica. Solo in questo modo si può tentare di ripulire il puttanaio che seo è venuto a creare del quale è giusto parlare fino a quando non si otterrà questo risultato.

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18 gennaio 2011 2 18 /01 /gennaio /2011 10:11
Le vicende giudiziare dell'Indagato del Consiglio scoppiano come tante bombe ad orologeria e impediscono di fatto alla maggioranza di centro destra di governare ed all'opposizione di fare appunto opposizione. Ormai da quando Berlusconi ha vinto le elezioni per la terza volta nel 2008, parlamento ed istituzioni non fanno che occuparsi o delle leggi proposte dal governo per salvare il capo del governo dai processi che lo attendono (fino ad ora riuscendoci nonstante gli interventi della Corte Costituzionale) oppure degli scandali che vedono implicato il presidente del Consiglio giorno dopo giorno. Scandali causati dalla incapacità di arrendersi al trascorrere degli anni, alla sua passione patologica per le donne e soprattutto delle giovani donne. Certo se Berlusconi non avesse a disposizione quell'enorme potere economico-finanziario derivante dalle sue attività imprenditoriali (molte delle quali al limite della legalità) difficilmente potrebbe dare sfogo alle sue perversioni sessuali assoldando giovani ragazze alle quali si permette di "regalare" appartamenti in comodato d'uso in cambio delle loro prestazioni. Mettendo da parte il discorso morale e dando per assodato che ognuno fa della propria vita ciò che crede (sempre nei limiti comunque della legalità) sembrerebbe un principio scontato che colui che si impegna in politica raggiungendo alti incarichi istituzionali dovrebbe essere comunque un esempio per il cittadino comune e non solo. Con quale faccia e con quale credito un capo del governo che ha comportamenti come quelli di Berlusconi viene poi a chiedere sacrifici al paese ed ai lavoratori della Fiat per esempio, mentre lui si permette di mantenere l'appartamento a 10 ragazzi e ricprirle di regali in cambio di sesso ? E quale autorevolezza può avere un capo di governo quando si presenta su tutte le reti nazionali con discorsi patetici come quelli di ieri sera dove per discolparsi dalle accuse di sfruttamento della prostituzione minorile dichiara di avere una relazione stabile con una persona (nemmeno con una donna) come se questo fosse un lasciapassare per una moralità acquisita d'ufficio. Immagino come possa essersi sentita quella persona, ammesso che esista davvero, nel sentire quella puerile giustificazione. Meglio avrebbe fatto ad andare immediatamente dai giudici a discolparsi delle tremende accuse che gli vengono addossate senza nemmeno aspettare la pubblicazione degli atti con i quali la magistratura chiede di procedere nei suoi confronti. Molte persone stamani commentavano sul fatto che si dovesse parlare di politica e non dei comportamenti privati del presidente del consiglio. Ma a parte la semplice considerazione che è proprio il presidente del consiglio ha mischiare pubblico e privato sia quando utilizza le proprie residenze private per tenere incontri politici sia quando utilizza le risorse delle istituzioni quando interviene in favore delle sue ragazzine protette. Mi chiedo: come si fa a parlare di politica con chi ogni giorno sale alla ribalta della cronaca per i suoi comportamenti al limite della legalità ? Il paese è bloccato piu' o meno dall'aprile scorso sulla questione del legittimo impedimento dopo la bocciatura del Lodo Alfano, con la sentenza della settimana scorsa e soprattutto dopo il voto di fiducia del dicembre scorso si pensava che il governo di occupasse quanto meno della questione delicata della Fiat. Ed invece niente, nessuna presa di posizione se non un timido appoggio a Marchionne, e subito ecco scoppiare il nuovo scandalo con il quale si andrà sicuramente avanti per altro tempo, mentre il paese continua la sua decadenza politica, istituzionale, sociale, economica e culturale. Oramai la questione non è più nemmeno politica, o ci si libera di Berlusconi o in questo paese nessuno governerà, nessuno potrà fare opposizione lasciando il campo a tanti Marchionne che riporteranno i lavoratori allo stato di schiavitù mentre dall'altra parte schiere sempre più folte di giovani rimarranno senza un qualsiasi futuro.
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17 gennaio 2011 1 17 /01 /gennaio /2011 13:10
Mentre per certi versi non capirò mai il nostro paese ed i suoi cittadini, per altri versi capisco come sia possibile essere governati da un uomo come l'Indagato del Consiglio che ora è accusato di uno dei delitti più obbrobriosi e squallidi per un uomo: sfruttamento della prostituzione minorile. Nel momento in cui tutte le energie delle persone che hanno a cuore le sorti dell'Italia dovrebbero essere convogliate nel mandare a casa un uomo che ha trasformato il paese della cultura, dell'arte, delle bellezze naturali nel paese governato da un presunto puttaniere, ci sono cittadini che organizzano manifestazioni di piazza per la Tunisia o contro altri paesi (Messico) dove vengono violati i diritti umani. Ed all'Italia non pensiamo ? L'Italia la lasciamo allo sbando in mano ad un manager che la sta portando indietro nel tempo per quanto riguarda i diritti dei lavoratori e ad un governante che pensa esclusivamente a soddisfare i propri bisogni sessuali a livello patologico utilizzando fra l'altro denaro pubblico ? Non sarebbe il caso di organizzare sit-in o manifestazioni di piazza per liberare il paese da un simile uomo ? Oppure restiamo qui tutti buoni a sorbirci gli strali dell'uomo verso la magistratura e la giustizia che mai come in questo caso ha agito coscientemente. L'Indagato del Consiglio è infatto iscritto nel registro degli indagati gia' dal 21 dicembre scorso, ma i giudici, per non influenzare il giudizio di costituzionalità sul legittimo impedimento, ha atteso la sentenza prima di rendere pubblica l'indagine sull'ormai plurindagato. Fra l'altro i tre processi bloccati dal legittimo impedimento finiranno per cadere in prescrizione, due sicuramente in quanto dovranno ripartire da zero essendo stati rimossi i giudici titolari dell'inchiesta, un terzo molto probabilmente farà la stessa fine grazie ai ritardi che saranno messi in atto per ostacolare il corso della giustizia nei confronti del Superindagato. Insomma mai come in questo caso la giustizia ha agito correttamente e rispettando i diritti del Superindagato. Ora in qualsiasi altro paese quest'uomo sarebbe destituito da ogni incarico pubblico, così come lo sarebbe qualsiasi dipendente pubblico che rischierebbe come minimo la sospensione, e non vale l'ulteriore balla spacciata dai suoi adepti e cioè l'investitura popolare. Questa investitura non esiste in quanto il popolo ha votato un partito e non l'uomo ma anche se fosse stato votato l'uomo, i fatti venuti alla luce ora cambiano le carte in tavola proprio sull'uomo stesso. Ed allora mi chiedo .... invece di scendere in piazza per la Tunisia non sarebbe meglio scendere in piazza per l'Italia al fine di ottenere proprio ciò che i tunisini hanno ottenuto ?
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15 gennaio 2011 6 15 /01 /gennaio /2011 10:28
Mentre il governo è impegnato in tutt'altro genere di faccende che riguardano esclusivamente i vizietti del suo Capo nonchè plurindagato del consiglio, l'amministratore delegato della Fiat con la complicità di sindacati (CISL E UIL), dell'ex più grande partito di sinistra (PD) che oggi di fatto si è completamente spostato al centro, e della maggioranza di centro destra, hanno definitivamente affossato le speranze di cambiamento in questo paese. Da oggi, con il risultato del referendum alla Fiat sono azzerati tutti i movimenti di protesta che si sono succeduti in questi tre anni di governo dell'asse Pdl-Lega, tutte le speranze di cambiamento, che all'indomani di ogni manifestazione sorgevano spontanee, sono state bruciate, studenti e lavoratori in un mese hanno ricevuto due sonore batoste i primi con una riforma dell'università che li vedrà ulteriormente penalizzati ed estromessi dal mondo del lavoro, i secondi costretti a tornare indietro di oltre 50 anni per ciò che riguarda le condizioni di lavoro. Se non si arriva ad una sollevazioni popolare e ad una protesta seria sulla falsa riga di quella tunisina, dove il popolo ha ottenuto le dimissioni di un governo incapace di gestire la crisi economica senza affamare i cittadini, in queste condizioni non ci si arriverà più ed il paese è destinato a rimanere in balia di un uomo i cui pensieri sono rivolti completamente altrove. Sono questi i fatti che determinano la sopravvivenza del governo di centro destra e non tanto il numero di parlamentari che lo sostiene grazie al vergognoso mercato di deputati e senatori che transitano allegramente da una parte all'alltra. Se studenti ed operai non si ribellano abbandonando il buonismo e cedendo ai ricatti dei grandi imprenditori e dei grandi menager, le residue speranze di vedere l'Italia veramente governata sono da riporre definitivamente. Naturalmente grande rispetto e solidarietà agli operai della Fiat che in buona sostanza hanno votato no alle condizioni di schiavitù imposte da Marchionne, sono loro che sono stati ricattati pesantemente e che subiranno le pesanti condizioni di lavoro imposte dall'accordo, un accordo salvato dal voto degli operai e dalla media borghesia. Quella stessa media borghesia che tiene in vita un governo presieduto da un uomo malato, che passa il tempo nei suoi palazzi ad adescare giovani donne spesso minorenni, mettendo a repentaglio perfino la sicurezza del paese. Un paese ormai destinato all'imbarbarimento dove perfino la chiesa si permette di violare una giornata sacra per i laici e per il mondo dei lavoratori, il 1 maggio, giorno in cui verrà beatificato papa Wojtyla, appropriandosi di una festa che esula totalmente dal mondo della religione cristiana. Gli studenti subiscono la controriforma della Gelmini, gli operai cedono al ricatto della Fiat, la politica è impegnata nelle sue beghe interne, chi governa è impegnato a difendere un capo del governo dai giusti processi a cui dovrebbe essere sottoposto, chi fa opposizione non riesce a fare proposte alternative ed a mettersi alla guida del malcontento del paese, il mondo religioso occupa spazi destinati al mondo laico e progressista (lo stesso Wojtyla si sarebbe astenuto da una simile operazione), insomma quindici anni di potere berlusconiano hanno provocati danni che se non saranno irreparabili, richiederanno decine e decine di anni per essere cancellati e riportare il paese ad un minimo di decenza nella sua vita culturale e sociale.
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12 gennaio 2011 3 12 /01 /gennaio /2011 12:57

Libertà di stampa: Siamo al posto 72°, su 196 Paesi, alle spalle di Suriname, Trinidad, Tobago, Israele e Cile.


Debito pubblico: L’Italia è ai vertici della classifica mondiale dei paesi con il più alto debito pubblico, con una percentuale di oltre il 110% del rapporto deficit/pil, che la pone tra il 5° e il 7° posto fra i Paesi più indebitati del mondo(dati Ocse e Fmi).


Istruzione: L’Italia è al 34°posto, alle spalle di Kazakistan, Polonia, Lituania e Lettonia.


Campo economico: La classifica è guidata quest’anno da Svizzera, Svezia, Singapore e dagli Stati Uniti che hanno perso 2 posizioni. L’Italia ne esce male: resta ferma al 48° posto, preceduta da tutti i maggiori Paesi industrializzati, superata dalla Lituania e preceduta da Paesi come la Tunisia (32°) o la Polonia (39°).


Qualità della vita: L’Italia è al 22° posto alle spalle di Angola, Mozambico, Burundi , Ucraina, Bulgaria ecc su un elenco di 40 nazioni al mondo.


Corruzione in ambito amministrativo-politico: L’Italia figura al 67° posto lasciando dietro di sé solo la Georgia ed il Brasile, superata anche da quei paesi come Rwanda, Samoa, Botswana, Ghana ecc.che noi, presuntuosamente, continuiamo a chiamare “del terzo mondo”.


Il conflitto di interessi: Probabilmente siamo l’unico paese al mondo con a capo del governo un personaggio, su cui pesa, questo enorme macigno.


Ricerca scientifica: Solo una università italiana (Alma Mater Studiorum di Bologna), compare tra le prime 200 al mondo nella classifica per ricerca scientifica. L’Italia è in declino continuo per la fuga all’estero dei cervelli.


(L’idea è tratta da un art. di Franco F. su Masadaweb)

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12 gennaio 2011 3 12 /01 /gennaio /2011 12:52
In queste ore tutti parlano, tutti si pronunciano, chi per il si, chi per il no, chi si astiene perchè la politica non deve sostituirsi al sindacato, chi prende posizione perchè Marchionne investe e crea opportunità di lavoro, chi sta con gli operai e va ai cancelli di Mirafiori, chi dovrebbe scioperare e lo fa in ritardo oppure non lo fa proprio, ma in tutto questo vociare i veri protagonisti sono essenzialmente due. Il primo è Marchionne che tiene in scacco il paese intero ed occupa quegli spazi lasciati liberi in questi mesi dalla politica prendendo l'iniziativa a danno dei lavoratori, il secondo è il governo, l'unico attore che potrebbe salvaguadare Mirafiori senza ledere i diritti dei lavoratori. Mentre tutti disquisiscono sui risultati del referendum, i lavoratori della Fiat, gli unici che avrebbero il diritto di dire la loro in qualità di unico attore veramente a rischio, sono per assurdo lasciati completamente soli, abbandonati anche dai loro sindacati. Il governo Berlusconi aveva dato nei mesi precedenti una notevole spallata all'unità sindacale con accordi capestro ai quali la sola CGIL aveva avuto la forza di sottrarsi, Marchionne oggi ha di consequenza trovato terreno fertile per proporre accordi che portano l'Italia indietro nel tempo nel settore dei diritti dei lavoratori. Si è scavata una fossa difficilmente ricomponibile fra Cisl, Uil da una parte e CGIl dall'altra dando vita ad una lotta fra poveri, lotta che non potrà che essere aggravata qualunque sia il risultato del referendum. Questo è di fatto il risultato più eclatante e disastroso di quasi tre anni di governo Berlusconi, un risultato senz'altro atteso ma che si sperava di evitare grazie se l'azione di contrasto dell'opposizione fosse stata di una qualche efficacia. Purtroppo il più garnde partito di opposizione, il Partito Democratico, uscito dilaniato dalle sconfitte elettorali subite dal 2008 in poi, ha impiegato questi tre anni alla ricerca di una propria identità ed una propria connotazione ancora molto lontana dall'essere raggiunta. La vicenda Fiat ne è una chiara dimostrazione. Ai tempi del Partito Comunista, il segretario di quel partito in occasioni delle dure lotte sindacali, si presentava ai cancelli della Fiat a dare manforte e sostegno morale agli operai della più grande industria italiana. Oggi i dirigenti del PD si presentano con posizioni le più disparate: si va dai chi appoggia incondizionatamente il no pur sostenendo l'autodeterminazione degli operai (Finocchiaro), ad una imabarazzante astensione con la giustiticazione che un partito politico non deve fare sindacato (D'Alema) come se le sorti della più grande industria italiana non rappresentassero una questione politica, fino ad arrivare a chi sostiene incondizionatamente il si (Renzi) appoggiando la politica sfruttatrice di Marchionne. Sta qui tutta la contraddizione di una partito che rappresentava un clamoroso bluff fin dalla sua nascita. In questo clima di contraddizzioni e di incapacità sia di governare sia di contrastare l'azione di un governo che sta riportando indietro il paese in ogni settore della vita produttiva, culturale e sociale, Marchionne ha preso l'iniziativa e si appresta a ricoprire il ruolo del vecchio capitalista con il vantaggio di non investire propri capitali e di guadagnare cifre da capogiro a rischio zero.
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26 novembre 2010 5 26 /11 /novembre /2010 20:51

 

 
Nemmeno nel '68 gli studenti avevano osato tanto: tentare di entrare a Palazzo Madama la sede del Senato. Un episodio che rappresenta una vera e propria cartina di tornasole del grave momento che sta attraversando il paese in piena crisi economica, politica, culturale, sociale e governato da una maggioranza, ormai allo sbando totale, che non ha saputo gestire nè la crisi economica che ha investito il nostro paese, nè tanto meno le varie emergenze come il terremoto in Abruzzo o la crisi dei rifiuti in campania. Tutto il centro destra si è trovato stretto in una morsa terribile: da una parte la Lega intenta nel suo progetto politico secessionista per dividere l'Italia in due, dall'altra l'Indagato del Consiglio impegnato nella strenua lotta contro la magistratura che cerca con ogni mezzo di condannarlo per le sue innumerevoli attività illecite. Questi due scellerati progetti sono stati l'asse portante della linea politica della maggioranza di centro destra che ha tentato di contenere la crisi economica soprattutto mettendo in atto tagli in quei settori della vita pubblica, cultura e istruzione, che dovrebbero costituire invece l'unica speranza di sviluppo per un paese come l'Italia. Questo tipo di politica e gli effetti della crisi sul mondo del lavoro hanno generato una serie impressionanti di tensioni sociali che sono sfociati in tante manifestazione di protesta anche abbastanza eclatanti. In ogni settore della vita sociale, culturale e imprenditoriale del paese ci sono malcontenti verso l'azione di governo. Gli imprenditori sono scontenti della politica economica del governo, il mondo della cultura e dello spettacolo sono in subbuglio per tagli indiscriminati che mettono a rischio qualsiasi manifestazione culturale, il mondo dell'istruzione di qualsiasi grado, dalla scuola materna all'Università, denuncia l'impossibilità di svolgere la propria funzione istituzionale, il mondo del lavoro mette in atto ogni giorno una manifestazione di protesta contro la politica del governo che non riesce a controllare la disoccupazione. A questo malcontento si aggiungono da qualche mese le lotte interne alla maggioranza e soprattutto all'interno del Popolo delle Libertà causate dalla gestione dittatoriale dell'Indagato del Consiglio, sfociate con la clamorosa espulsione dal partito del suo cofondatore Giangranco Fini. Lotte che hanno praticamente bloccato l'azione di governo dal mese di aprile in attesa che il governo stesso finalmente sia sfiduciato. Tutte queste tensioni sono ormai quasi arrivate al punto di non ritorno e si rischiano atti clamorosi come quello messo in atto dagli studenti oggi a Roma. La sensazione infatti è che Pdl e Lega, pur non essendo più in grado di governare il paese e non avendo più la maggioranza in parlamento, non si rassegnino ad ammettere il fallimento per consentire o la formazione di un governo che garantisca alcune riforme essenziali come la legge elettorale prima di andare alle elezioni o di andare direttamente al voto anticipato. Questa sarebbe la soluzione più logica e democratica ma sembra che nessuno, e primo fra tutti l'Indagato del Consiglio, abbia intenzione di mollare la presa con la giustificazione di essere stati eletti dai cittadini. Ecco allora che si corre il rischio di azioni di forza che costringano finalmente chi è incapace ormai di governare a lasciare il campo libero per nuove elezioni democratiche.
 
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15 novembre 2010 1 15 /11 /novembre /2010 09:13

http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/porcellum.jpg

 

Da sempre si sente dire da parte della maggioranza che nelle elezioni politiche del 2008 “la maggioranza degli italiani ha votato per Berlusconi” e che questo fatto autorizza il Premier a fare praticamente ciò che vuole in quanto “legittimato dal popolo”. E’ indiscutibile che PDL e Lega Nord abbiano vinto le elezioni ma non è affatto vero che la maggioranza degli italiani abbia votato  per Berlusconi, anzi, la maggioranza proprio non lo ha votato.  Non ci credete? Ok, allora facciamo parlare i numeri. 

Nelle elezioni politiche del 2008 (abbiamo preso i numeri delle elezioni alla Camera dei Deputati dove vige, tra l’altro, il premio di maggioranza) il PDL ha preso il 37,388% dei voti (13.628.865) diventando il partito di maggioranza relativa. La Lega Nord ha preso l’ 8,297% dei voti (3.024.522). L’MPA (alleato al Popolo delle Libertà) ha preso l’ 1,126% dei voti (410.487). La coalizione formata da PDL, Lega e MPA ha preso quindi il 46,811% dei voti. Già con questi dati siamo sotto la soglia della “maggioranza degli italiani” che avrebbe votato Berlusconi. A questo va aggiunto che i voti della Lega Nord vanno considerati come voti alla coalizione e non come voti alla persona del Premier. Se poi ci mettiamo che almeno il 12% dei voti del PDL arriva dall’ex Alleanza Nazionale, siamo lontanissimi dalla “maggioranza di italiani che ha votato Berlusconi”. Finito qui? Nemmeno per idea perché sono i singoli numeri (e non le percentuali) a rendere bene l’idea. Contiamo adesso gli italiani che hanno votato per la coalizione PDL/LEGA/MPA e quelli che non hanno votato per loro o che non sono andati a votare (astenuti). A votare per la coalizione dell’attuale maggioranza (ma non per Berlusconi)sono stati complessivamente 17.063.874 italiani. Gli aventi diritto al voto erano (per la Camera alla quale si riferiscono i dati) 50.257.534. Facendo una semplice sottrazione se 17.063.874 hanno votato per l’attuale maggioranza e gli aventi diritto erano 50.257.534, a non votare per l’attuale maggioranza sono stati 33.193.660 un numero di gran lunga superiore a quelli che hanno votato per la coalizione di maggioranza. Se poi andiamo a vedere i soli voti del PDL (tra i quali quelli confluiti da AN) il divario tra chi avrebbe votato per Berlusconi e chi non lo ha votato si allarga enormemente arrivando al numero di 36.628.669 di italiani che non hanno votato Berlusconi. Se tanto ci da tanto, gli italiani a non votare per Berlusconi sono stati il triplo di quelli che lo hanno votato.

Ma allora perché il Premier e i suoi alleati si ostinano a dire di essere legittimati a governare dalla maggioranza degli italiani quando questo non è affatto vero? Perché in effetti la maggioranza dei votanti ha premiato la coalizione che, avvantaggiata da una legge elettorale ridicola (la cosiddetta Porcellum o Legge Calderoli) che attribuisce il premio di maggioranza, ha ottenuto un largo numero di seggi in Parlamento. Si dirà che chi non vota accetta il voto degli altri e quindi non può reclamare niente. Giusto anche questo, ma da qui a dire che la maggioranza degli italiani ha votato per Berlusconi ce ne corre.

Come abbiamo infatti visto, numeri alla mano, non è affatto vero che la maggioranza degli italiani ha votato per Berlusconi, anzi, quelli che non lo hanno votato sono il triplo di quelli che lo hanno scelto e solo una legge elettorale sciagurata ha permesso fino ad ora alla maggioranza (o ex maggioranza) di governare il Paese. Quando quindi il Premier o uno dei suoi adepti sostiene che formare un nuovo Governo sarebbe come tradire la maggioranza del popolo italiano, mente sapendo benissimo di mentire. Sono i numeri a dirlo: votanti per Berlusconi (ottimisticamente parlando) 13.628.865, non votanti per Berlusconi 36.628.669. Semplice matematica.

Bianca B.

 

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14 novembre 2010 7 14 /11 /novembre /2010 13:08

 

Iniziano le grandi manovre che ci porteranno alle elezioni non si sa quando. Ma ormai da oltre quindici anni sappiamo benissimo che quando Berlusconi è messo alle corde, il cavaliere tira fuori il meglio o il peggio di se stesso a seconda dei punti di vista. Ed anche questa volta ci sono già la prime avvisaglie. L'Indagato si presenterà per la fiducia prima al Senato dove il suo partito ha presentato una mozione di ... fiducia ... sovvertendo le regole della nostra democrazia parlamentare. Intanto le opposizione si stanno organizzando per .... preparare il terreno per una nuova vittoria del cavaliere. Mentre Pdl e Lega sicuramente si riproporrano insieme alla prossima tornata elettorale, gli avversari di Berlusconi già si presentano divisi e accorpati in alleanze prive di ogni logica. Fini, dopo essersi distaccato dal partito alla cui formazione aveva conrtibuito, dove si va a collocare ? In una triade allucinante: Fini, Casini e nientepopodimeno che Rutelli. Quindi un ex fascista (ex ???), un ex democristiano (ex ???), un voltagabbana che dopo aver militato dei radicali, aver fondato un partito che nessuno sa che cosa fosse, la Margherita, essere confluito nel Pd, ha fondato un altrio partito Api (Alleanza Per l'Italia). Quanto raccoglieranno tutti insieme ... ? Ad essere ottimisti un 12-13%. Ma a perte i numeri, che alla fine saranno molto importanti, che cosa potrà mai proporre Rutelli insieme a Casini e Fini ? Difficile prevederlo ed immaginarlo. Partito Democratico ed Italia dei Valori continueranno ancora insieme senza coinvolgere nessun altro soggetto politico e soprattutto tutte quelle formazioni della sinistra estrema rimaste escluse dall'attuale parlamento che potrebbero portare dei numeri importanti per tentare di sconfiggere il caimano. Non soddisfatti di questa frammentazione gli avversari del cavaliere presentano anche due mozioni di sfiducia al governo e Berlusconi si frega le mani alla moda del suo amico Bruno Vespa. In questa condizione se si votasse domani il risultato sarebbe scontato e l'Indagato tornerebbe là dove sta per essere cacciato. Questa è la strategia di chi vorrebbe mandare Silvio Berlusconi a casa e non si rende conto di preparare il terreno per un'altra vittoria di Pdl e Lega. Si parte molto male ... mentre si consente al governo di affilare le armi con la scusa della finanziaria, allo stesso tempo non si trova nemmeno la forza ed il coraggio di mettersi insieme, non per governare, ma almeno per mandare a casa questa disastrosa maggioranza il cui obiettivo è esclusivamente quello di difendere ad oltranza un uomo malato e incapace di governare. . I
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14 novembre 2010 7 14 /11 /novembre /2010 12:54

http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/950x0/wp-content/uploads/2010/11/bramb_pp.jpg

 

Non bastavano gli elicotteri. Non bastava l’Aci. Per amore della libertà il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ha piazzato nel suo dicastero gli uomini delle iniziative che da 3 anni porta avanti, con alterne fortune, per spingere l’ala movimentista del Pdl. Televisione, Giornale, Circoli, Promotori. Sempre di Libertà si tratta. Una decina di fedelissimi la segue in ogni avventura. E quasi tutti hanno trovato un posto pubblico.

Dalla fallimentare esperienza alla direzione della Tv della Libertà – nata e morta nell’arco di un anno e mezzo – viene ad esempio Giorgio Medail: una laurea in Architettura, direttore dei programmi in una televisione, la Telemilano degli anni ‘70, da cui nascerà Canale 5. E soprattutto il vanto di avere scoperto la giovanissima Brambilla e di averla portata sul piccolo schermo, con tanto di vestiti in pelle, nel lontano 1991, quando il futuro ministro è una giovane finalista di Miss Italia in cerca di gloria. Dai “misteri della notte” al ministero passano diversi anni, e ora Medail è dirigente della “struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia”, costituita con decreto della Presidenza del Consiglio del 30 settembre 2008. Incarico, questo, a cui alterna la conduzione di un programma radiofonico sui misteri d’Italia, ogni domenica su Rtl 102.5.

Ma Medail non è l’unico. Da decreto, infatti, la struttura può disporre della consulenza di “esperti”. Tra questi è possibile ritrovare la dottoressa Adele Cavalleri. Al pari di Medail, Cavalleri sa tutto di immagini, ma di turismo? Dopo 20 anni da direttore di produzione Mediaset, anche lei partecipa nel 2007 alla televisione fondata dalla rossa di Calolziocorte. Ora la ritroviamo come esperta di “rilancio dell’immagine” del nostro Paese, con un contratto da 35 mila euro. La stessa cifra percepita da Pierluigi Ronchetti, ex direttore dei programmi di Telemilano e per otto anni direttore di Sorrisi e Canzoni. Se non che, almeno, Ronchetti può vantare nel suo curriculum la passione per l’enogastronomia.
A completare la struttura poi, ci sono altri nomi sconosciuti ai cittadini. Per ritrovarli bisogna scorrere fino in fondo i titoli di coda delle trasmissioni della defunta tv della Libertà. Ad esempio Valentina Zofrea e Loredana Maritato, un tempo segretarie di redazione del canale berlusconiano, e ora rispettivamente seconda e settima classificate nel concorso che il 5 luglio di quest’anno distribuisce 8 contratti a progetto per completare la struttura di rilancio dell’immagine del nostro Paese. Perché nel frattempo la struttura si è ingrandita, e in due anni e due decreti del presidente del Consiglio Berlusconi ha portato il tetto del personale da 10 a 15 unità. A Zofrea e Maritato vanno aggiunte Roberta Bottino e Nadia Baldi. Anche loro, dalla redazione della tv della libertà sono approdate al ministero del Turismo.

Ma non è finita. Per chiudere il cerchio bisogna aggiungere anche i nomi di Diletta Grella e Nicola Fortugno. Leggendo i contatti sul sito e su facebook, i due sono a tutt’oggi i referenti di tutte le attività dei Promotori della libertà e da almeno un paio d’anni collaborano alle iniziative movimentiste di Michela Brambilla. Eppure, il nome della prima appare anche nella lista dei compensi elargiti da un altro dipartimento del ministero, quello per lo sviluppo e la competitività. Almeno fino ad agosto di quest’anno.  Mentre il secondo, Fortugno, nello stesso periodo è sotto contratto sia con il ministero che con Promuovitalia, Spa a capitale pubblico che opera per conto del ministero stesso. Che cosa facciano non è certo. I documenti parlano di generica “collaborazione per la strategia di promozione, valorizzazione e comunicazione, anche a livello mediatico, dell’immagine Italia e della sua offerta complessiva”.

Altrettanto misconosciuto è il contributo dato da strutture e ministero al rilancio del Paese. Tra le iniziative, oltre al “sorriso dell’accoglienza”, il baffo tricolore che sfila sotto il famigerato logo Magica Italia, spunta ad esempio l’iniziativa di Turisti a quattro zampe (www.turistia4zampe.it) portale dedicato a facilitare il viaggiatore che vuole portare con sé il proprio animale domestico. Creatore del sito è Luca Moschini, con la sua Viamatica Srl di Piacenza. La passione del ministro per gli animali del resto è nota. Per questo ha creato un altro sito-campagna www.lacoscienzadeglianimali.it e fondato la Leida, www.leida.it, la Lega italiana per la difesa degli animali. Anche in questi casi la produzione è affidata a Viamatica, così come per il sito personale del ministro, il sito dei Circoli e quello dei Promotori della Libertà.

Ma chi è Luca Moschini? Alla fine del 2007, fonte il Giornale della Libertà della stessa Brambilla, Moschini è presidente regionale dei Circoli in Emilia Romagna. Nel 2008 viene candidato in Veneto dal Pdl. E trombato. Oggi, però, stando alle cronache delle iniziative nel nostro Paese fornite dall’Agenzia nazionale per il turismo (Enit), Moschini è anche consigliere del ministro (insieme ad Edoardo Colombo, animatore del blog iper-berlusconiano “Il giulivo”). O come si definisce lui sul suo profilo professionale in rete: Ict advisor at Ministry of tourism. Cioè: è a un tempo consigliere, fornitore del ministero e fornitore nei progetti personali – si spera pagati in proprio – della signorina Brambilla. I tre volano assieme a Shanghai, nel giugno di quest’anno, per presenziare all’inaugurazione, guarda caso, di un altro sito internet destinato ai turisti cinesi nel Belpaese: www.yidalinihao.com. Yidali Ni hao, letteralmente: Italia, ciao. Niente di particolarmente interessante: spiegazioni sullo shopping e una paginetta di testo per ogni regione. In più, la pregevole descrizione dell’Italia, terra prediletta del golf, sport tanto caro al ministro. Ma chi ha fatto il sito? Interrogando la rete il risultato è curioso: il dominio è intestato a Caterina Cittadino, capo del dipartimento per lo sviluppo del turismo. Ma nella registrazione, datata 14 aprile 2010, la signora Cittadino risponde ad un indirizzo (info@viamatica.it) intestato, ancora una volta, al signor Moschini.

di Fabio Amato e Luigi Franco

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/13/ufficiodi-collocamentobrambilla/76697/

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Published by maurizio - in POLITICA ITALIANA
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