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1 giugno 2010 2 01 /06 /giugno /2010 08:09

COMUNICATO STAMPA

UNA GRANITA CATANESE AL MINISTRO GELMINI

Dall’Istituto Parini di Catania è stata inviata al Ministro Gelmini una lettera di invito per presiedere il sorteggio per l’assegnazione dei posti all’unica classe a tempo pieno che ci è stata autorizzata.
Nel corrente anno scolastico all’Istituto Parini sono state attivate due classi a” tempo pieno” ed il servizio è stato lodevole e molto apprezzato dai genitori con positivo rendimento scolastico dei 50 bambini. La notizia della buona qualità del servizio si è diffusa e per il prossimo anno le richieste sono aumentate e sono state accolte 77 iscrizioni alle classe prime a tempo pieno con modulo orario di 40 ore e pertanto sono state richieste tre classi a tempo pieno.
Trasmessa l’istanza al Provveditorato in prima battuta erano state autorizzate le classi dello scorso anno a prosecuzione del servizio e nessuna classe a tempo pieno di nuova istituzione, dopo tante richieste è stata autorizzata soltanto una nuova classe prima a tempo pieno.
La scuola si trova ora nella difficoltà di dover scegliere soltanto 25 alunni e agli altri 52 cosa si dovrà rispondere? “Con quale criterio, dice il preside Giuseppe Adernò, si potranno accogliere le esigenze di alcuni genitori e annullare le attese e le richieste degli altri genitori che lavorano ed hanno richiesto il servizio a tempo a pieno?
Ed ecco la motivazione dell’invitare personalmente il Ministro Gelmini a presiedere al sorteggio, se questa sarà l’unica soluzione possibile e democratica.
L’invito è anche accompagnato dall’offerta di una granita siciliana al Ministro quando verrà a Catania.
L’istanza, indirizzata al Ministro che è anche “mamma lavoratrice” di voler “ autorizzare l’attivazione delle altre due classi, così da rispondere alle esigenze di tutti i genitori che hanno ancora la fortuna di lavorare”, trova eco in gran parte delle scuole del territorio nazionale, come si legge anche su alcune lettere de “Il Corriere della sera”, e si sostiene che la politica dei tagli non dovrebbe intaccare il servizio scolastico e dei bambini per giunta.
L’incontro con i genitori interessati è stato fissato per lunedì 7 giugno alle ore 11,30 e si auspica che per tale data si possa ottenere qualche risposta.


IL PRESIDE
Giuseppe Adernò
g.aderno@alice.it


Istituto Scolastico “G. Parini”
Via S. Quasimodo, 3 - Tel. 095/497892 – Fax 095 4032652 - 95126 CATANIA -
Catania
Catania 28 maggio 2010

All’On. MARIA STELLA GELMINI
Ministro Istruzione Università e Ricerca
Viale Trastevere
00100 R O M A

Onorevole Signora Ministro

Le scrivo per invitarLa a scuola a presiedere il sorteggio per l’assegnazione dei posti all’unica classe a tempo pieno che ci è stata autorizzata.
Nel corrente anno scolastico abbiamo attivato due classi e tempo pieno ed il servizio è stato lodevole e molto apprezzato dai genitori, con positivo rendimento scolastico dei 50 bambini.
In fase di iscrizioni per il prossimo anno abbiamo accolto la domanda di ben 77 genitori, e quindi abbiamo richiesto all’USP di attivare tre classi a tempo pieno, invece ne è stata assegnata soltanto una e quindi dobbiamo scegliere soltanto 25 alunni e agli altri 52 cosa dobbiamo rispondere?
Come facciamo ? Con quale criterio si potranno accogliere le esigenze di alcuni genitori e annullare le attese e le richieste degli altri genitori che lavorano ed hanno richiesto il servizio a tempo a pieno?
Perché le scuole siciliane devono essere penalizzate nell’offrire il servizio della scuola a tempo pieno se abbiamo fatto tanti sacrifici per garantire la qualità di una proposta didattica articolata e completa?
La invito,pertanto, a partecipare al sorteggio, se questa sarà l’unica soluzione possibile e democratica e Le chiedo di voler comunicarci la data per tale operazione, così da poter assicurare i Genitori e consentire loro di trascorrere il periodo di riposo estivo con minor ansia e preoccupazioni.
Se Lei verrà a Catania i Genitori saranno anche ben lieti di offrirLe anche una buona granita di limone o di mandorla, specialità dell’estate catanese.
Attendiamo un cortese riscontro e Le chiediamo , se non potrà venire a Catania , di autorizzare l’attivazione delle altre due classi, così da rispondere alle esigenze di tutti i genitori che hanno ancora la fortuna di lavorare.
So che la nostra richiesta ha anche carattere nazionale, come si legge tra le lettere pubblicate da “Il corriere della sera”, compendiamo l’esigenza della politica dei tagli, ma non possiamo far subire tale danno ai nostri bambini.
Noi facciamo la nostra parte e sollecitiamo che venga data risposta alla nostra istanza
Il prossimo 7 giugno alle ore 11,30 incontreremo i Genitori e vorremmo avere per quella data qualche notizia da dare.
La ringrazio di vero cuore e affidiamo la nostra richiesta ad un Ministro, che è anche “mamma lavoratrice”.
In attesa di cortese riscontro, porgo distinti ossequi.


IL PRESIDE
Giuseppe Adernò

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31 maggio 2010 1 31 /05 /maggio /2010 08:50

Siamo arrivati a dieci episodi gravi da quando Alemanno è sindaco di Roma, se si pensa che alla fine della legislatura mancano altri tre anni…


1. 01/10/2008 – Un cittadino cinese viene pestato a sangue a Tor Bella Monaca mentre aspetta l’autobus.


2. 20/10/2008 – Un ambulante bengalese è ridotto in fin di vita sempe a Tor Bella Monaca.


3. 01/02/2009 – Un indiano è dato alle fiamme alla stazione di Nettuno.


4. 22/05/2009 – I festeggiamenti per il capodanno bangla, a Villa Gordiani sulla Prenestina, sono aperti a suon di sprangate da una ventina di esagitati.


5. 24/08/2009 – Due ragazzi sono aggrediti all’uscita del gay village da Alessandro Sardelli, in arte “svastichella”.


6. 26/08/2009 – Un incendio doloso colpisce il Cube, uno dei locali romani che ospita feste di omosessuali.


7. 01/09/2009 – Due bombe carta vengono lanciate contro un bar frequentato da omosessuali in via San Giovanni in Laterano.


8. 13/03/2010 – In quindici, armati di spranghe e bastoni, assaltano un internet point gestito da bengalesi alla Magliana.


9. 04/04/2010 – Al grido di “ebrei di merda vi bruciamo tutto”, otto neonazisti assaltano un bar a Campo de’ Fiori.


10. 26/05/2010 – Un ragazzo omosessuale di ventidue anni è picchiato selvaggiamente da cinque persone vicino al Colosseo.

 

...d'altronde tutti a Roma sanno chi e' Gianni Alemanno.

http://i70.photobucket.com/albums/i81/thepulcino/AlemannoSindacodiRoma.jpg

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31 maggio 2010 1 31 /05 /maggio /2010 08:44

 

 

 

 

http://www.appletreeblog.com/wp-content/2009/05/berlusconi-mussolini.jpgOrmai non mi scandalizzo più a sentire Berlusconi che cita Mussolini. D’altra parte se si ha ammirazione profonda per un personaggio, è normale che si prenda spunto dalle sue parole e dalle sue azioni (come dimenticare la tragica uscita sulle vacanze al confino). Insomma, ognuno ha il mentore che si merita. Ciò che mi preoccupa della dichiarazione di ieri di Silvio è la definizione di “grande dittatore” data del Duce. Come giustamente notato da altri, le parole “grande” e “dittatore” poste vicine formano un ossimoro, un po’ come se metti la parola “sinistra” vicina a “Italia dei Valori”. Dato però che raramente Berlusconi dice cose a caso, specialmente quando sa per certo che creerà un polverone, credo che dietro la citazione buttata lì per gettare un po’ di fumo negli occhi, ci sia qualcos’altro. È diverso tempo ormai che il Presidente del Consiglio batte sullo stesso tasto: lui ha pochi poteri. C’è il Parlamento, poi il Presidente della Repubblica, addirittura la Corte Costituzionale, che si mettono di mezzo a rovinargli i piani. Bisogna cambiare. Ed ecco che ci propone pillole di dittatura in formato light. Quel “grande dittatore”, passato un po’ inosservato, ci vuol far capire che chi pensa che dietro ad un potere assoluto ci siano solo distruzione, sofferenza e tirannia, è distante dalla verità. Perché no, anche un dittatore può essere grande e se lo dice Silvio vuol dire che è vero. Ciò che sogna Berlusconi non è un mistero, ed ormai è dietro l’angolo. Basta svoltarlo per giungere alla grande dittatura dell’altissimo nano. Tanto chi volete che si opponga. Non certo il Pd, molle e ancora alle prese con troppe domande esistenziali, non certo gli italiani che per buona parte lo amano alla follia e per il resto sono fiaccati da difficoltà economiche o rincoglioniti dalle sue tv. Già intravedo il prossimo passo: puntatone speciale di Porta a Porta dal titolo “Pinochet, gli errori di un moderato”. E occhio, perché questa non è la solita battuta di fine post. Stavolta da ridere c’è ben poco.

maggio 28, 2010 di sim0n3

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31 maggio 2010 1 31 /05 /maggio /2010 08:38

GB: dimissioni David Laws, terremoto per Cameron

(ANSA) – LONDRA, 30 MAG – Le dimissioni del vice ministro del Tesoro David Laws sono un terremoto per il nuovo governo di David Cameron. Ieri il Daily Telegraph ha rivelato che Laws per alcuni anni ha pagato un modesto affitto al suo partner con i fondi che gli spettavano per la seconda casa in quanto parlamentare. Laws era la ‘mente’ dei tagli urgenti varati per contrastare il deficit; e’ stato rimpiazzato da Danny Alexander, che non ha neppure lontanamente la sua esperienza economica.

E’ stato una delle stelle del prime settimane della coalizione, ma ora, in soli 18 giorni, è diventato la sua prima vittima importante.

La casa ha tradito anche David Laws che, a differenza di Scajola, non si è inventato scuse  ridicole. Non è andato in parlamento a riferire. Si è dimesso senza tante storie.

Certi comportamenti, fanno la differenza, già, ma noi non siamo inglesi, siamo di Imperia!

 

Si ricorderà il piccolo incidente capitato a Gordon Brown, pescato “fuori onda”, col microfono aperto di SkyNews, in cui ha definito “bigotta” la pensionata con la quale l’hanno fatto parlare, ci ha fato sorridere.

Però, lui da bravo “inglese”, ha voluto chiedere scusa in pubblico alla persona involontariamente “offesa” ed è andato addirittura a casa sua, per scusarsi.  Ha riconosciuto il proprio comportamento non corretto, nei confronti di una donna del suo paese.

Berlusconi di gaffe ne ha fatte molte.  Offese ne ha sparate. Ma non ha mai chiesto scusa a nessuno.

Gli italiani che non lo votano, ma che sono costretti a sopportarlo,  sono stati più e più volte insultati: “coglioni, farabutti, antitaliani, sfascisti,  vergognosi, golpisti, complottisti, disfattisti e varie ed eventuali.

Per non parlare delle figuracce internazionali, dalle corna nella foto, all’Obaaaaaaaama strillato nell’orecchie della regina Elisabetta.

Nessuna scusa, per carità!

Se proprio fosse stato costretto, avrebbe fatto, sicuramente, due cose:

1)    Un decreto interpretativo di quello che aveva detto, fatto o gesticolato, firmato dal consiglio dei ministri all’unanimità.

2)    Negato, ossessivamente, di aver mai detto cose simili, usando, come megafono, la bocca grande della televisione italiana ed in particolare la ribalta di Porta a Porta.

Certi comportamenti fanno la differenza. Già ma noi non siamo inglesi. Siamo di Arcore.

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28 maggio 2010 5 28 /05 /maggio /2010 09:33

In nessun altro Paese c'è una simile vergogna. Parcheggiate l'una accanto all'altra, le vetture occuperebbero 1.200 campi di calcio. Palazzo Chigi spende 5.700.000 euro per gli stipendi degli autisti. http://gianluigidangelo.files.wordpress.com/2009/08/normal_autoblu220507.jpg


La Regina Elisabetta l'ha annunciato alla Camera dei Comuni, riunita per ascoltare il suo discorso d'inizio legislatura. Basta con le auto blu, i ministri del governo Cameron-Clegg d'ora in poi useranno i mezzi pubblici. Brunetta e Tremonti sostengono che la manovra 2010 le ridurrà anche in Italia. Staremo a vedere. Perchè, al 31 marzo scorso, le auto blu della Casta risultavano essere 629.120 (parcheggiate l'una accanto all'altra, occuperebbero 1.200 campi di calcio).

Uno scandalo mondiale, ancora più grave se si pensa che sono pure aumentate rispetto al 2009 (erano 607.918), per non dire del 2007 (574 mila) e del 2005 (198.596). Per rendersi conto di questa autentica nefandezza della politica italiana, bisogna proprio dare i numeri. Vi basti pensare che questo esercito costa ai contribuenti 21 miliardi di euro all'anno (42 mila miliardi delle vecchie lire) fra stipendi degli autisti, carburante, pedaggi autostradali, leasing, noleggio. E ancora: nelgi Stati Uniti le auto blu sono 73 mila, in Francia sono 65 mila, in Gran bretagna 55 mila, in Germania 54 mila, in Spagna 44 mila, in Giappone 35 mila, in Grecia 34 mila, in Portogallo 23 mila. Brunetta ha un obiettivo ambizioso: completare il censimento entro il 30 giugno e dimezzare le auto blu del 50 per cento. Intanto, gratta gratta, vengono a gala sprechi indecenti.

La Regine Campania dell'era Bassolino poteva contare su autisti pagati fino a 3 mila euro netti al mese, un battaglione di 100 guidatori (costo annuo 5 milioni). E che dire della Presidenza del Consiglio? 200 addetti alle auto di rappresentanza, spesa annua 5 milioni 700 mila euro di soli stipendi. Poi c'è la «reperibilità e pronto impiego»: costo medio 250 euro per ogni «accompagnamento», circa 3 milioni di euro l’anno. Nell’ultimo semestre del 2009, gli accompagnamenti sono stati 6.777 (circa 18 al giorno, per una cifra di 4.500 euro spesi quotidianamente solo per spostare gli uomini della presidenza).

 Complessivamente il servizio «a chiamata» ha toccato una spesa annua di 3 milioni e 329mila euro nel 2009. A questi milioni di euro vanno aggiunti i costi dell’affitto dei veicoli (467mila euro nel 2009), del carburante (128mila euro nel 2009) e di parcheggi e manutenzioni (95 mila euro nel 2009). In ttotale, oltre 9 milioni di euro l’anno.

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28 maggio 2010 5 28 /05 /maggio /2010 09:25

 

La crisi era psicologica, secondo il capo comico di Arcore, ma ora per risolverla chiede soldi agli italiani anzi prende i soldi agli italiani anzi prende i soldi a lavoratori dipendenti ed in particolare ai dipendenti pubblici. E lo fa nella maniera piu' ipocrita possibile continuando a prendere in giro al paese: manda allo sbaraglio Gianni Letta e Giulio Tremonti ma lui la faccia non ce la mette. I dipendenti pubblici, coloro che secondo Lui non avrebbero dovuto avere paura della crisi, sono quelli ai quali non solo vengono messe le mani in tasca ma addirittura anche in banca sui loro risparmi. Fino a qualche mese fa loro, i dipendenti pubblici, avrebbero potuto dare fiato all'economia e far aumentare i consumi i quanto loro erano esenti da qualsiasi problema sia di lavoro che di stipendio. Ecco che oggi questa categoria di lavoratori, insieme ai lavoratori dipendenti in generale, saranno le categorie dalle quali lo Stato cercherà di prendere i soldi per rimettere in sesto i conti. Ma ora il problema non è tanto questo, che la manovra sia necessaria e indispensabile è un fatto accertato, ciò che non è sopportabile, o meglio lo è solo per un paese come l'Italia, è che il presidente del consiglio abbia in questi due anno preso in giro tutto il paese negando la crisi ed ultimamente sostenendo addirittura che la crisi fosse ormai alle spalle. In un paese civile e democratico e soprattutto con le palle ora quest'uomo, che non ha nemmeno il coraggio di confessare i suoi errori, sarebbe costretto ad andarsene a casa considerato che ha dimostrato non solo di non saper governare ma anche di prendersi gioco dei cittadini. Ma gli italiani le palle ormai le hanno perse da tempo considerato che continuano a dare il loro voto ad un personaggio come questo che ha portato l'Italia sulla strada della Grecia.
 

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28 maggio 2010 5 28 /05 /maggio /2010 09:12

http://www.vitatrentina.it/var/vitatrentina/storage/images/media/imported-images/a/trento_alla_ricerca_di_cibo_tra_i_cassonetti_in_corso_iii_novembre_16_02_2/510256-1-ita-IT/trento_alla_ricerca_di_cibo_tra_i_cassonetti_in_corso_iii_novembre_16_02_2_large.jpgLa donna che con circospezione affonda l’occhio nel cestino dei rifiuti della Stazione Termini, potrebbe essere nostra madre. Ha una gonna blu, e un maglioncino nocciola ben stirato. Al collo una collanina d’oro e due fedi al dito, segno che ha perso il marito. Non ha più gli orecchini, ma i segni sui lobi lasciano pensare che deve averceli avuti fino a poco tempo fa. Forse ora stanno nella vetrina di uno di quei “compro oro” che si moltiplicano in ogni città.

Iniziai a vedere queste persone molto tempo fa, quando la vita ha iniziato a portarmi di luogo in luogo. Il primo padre lo vidi a Bologna e mi colpì perché aveva la barba fatta e la cravatta. Quattro o cinque anni, almeno, e ne scrissi perché l’idea che avevo fino ad allora era che chi finiva così per strada, dovesse essere come un personaggio uscito dalle pagine di un romanzo. Maleodorante, con la barba lunga e le unghie delle mani nere e quasi incancrenite.

Ci sono cose per cui impariamo a fare il callo, cose che col tempo non ci toccano più quasi facessero parte della vita. Una volta, mi ricordo, erano i tossici che ci venivano incontro per strada con la mano tesa; chiedevano le cento lire per il panino, e noi che potevamo gliele davamo ben sapendo che sarebbero state parte di una dose di eroina. Colpevolmente mi ricordo che imparai a dire no con la testa, senza nemmeno guardarlo negli occhi, o a infilare automaticamente la mano in tasca, quando il viso mi era familiare: un vicino di casa o un ex compagno di scuola.

Ai genitori di qualcuno che infilano il braccio dentro ai cesti dei rifiuti, però, non riesco ad abituarmi e neppure riesco a fare finta di non vederli. Anzi, spesso mi soffermo – sebbene con discrezione – e cerco in loro qualcosa di me, trovandoci qualcosa di chiunque. A volte la prima cosa che noto è il passo incerto e lento di chi soffre d’Alzheimer, una tragedia che purtroppo ho avuto modo di vedere da vicino, e so già che domani a quell’uomo che inciampa, non saranno dedicate nemmeno le quattro righe di una breve di stampa: “Dramma della solitudine … trovato morto per strada.”

Come durante il ventennio fascista sparirono dai giornali le notizie di cronaca nera, per rendere l’Italia un posto magnifico nel quale esser felici di essere capitati, così ai giorni nostri la prima cosa da far dimenticare è stata la povertà. A Orte c’era un barbone, un sardo emigrato e dimenticato al quale ogni tanto facevo visita fingendo di passare da lì per caso. Un giorno sparì e domandando in giro mi dissero che di notte, le guardie e la ASL “avevano liberato la stazione”, proprio come un tempo facevano i vigili con l’accalappiacani nelle ronde contro i randagi.

Sono stati così gli ultimi due anni della politica italiana: la negazione dell’evidenza, la creazione di un mondo immaginifico, una sorta di proiezione dell’irreale capace non solo di quietare le coscienze, ma di non lasciar trapelare nulla di quanto stesse accadendo intorno a noi, tra ruberie e associazioni a delinquere che autorizzate dal voto vuotavano le casse dello stato come un comune rapinatore vuota la cassa di una banca.

Ora ci siamo. Nei vecchi con l’Alzheimer abbandonati, con i vecchi che rubano al supermercato, che attendono la cicca della nostra sigaretta o l’ultimo pezzo di un panino di gomma impossibile da mangiare. Ci siamo, e leggiamo che il povero bimbo Nathan Falco resterà traumatizzato non per il nome impostogli dai genitori, ma per aver perso lo yacht sequestrato al padre indagato per contrabbando. Ci siamo e assistiamo al varo incrociato della finanziaria che ci toglierà la scuola, la sanità, i trasporti e i servizi minimi per la sopravvivenza, e al varo dell’yacht del figlio del tizio (un varo quasi in sordina) che comunque ci ricorda che abbiamo (NOI) per troppo tempo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ovviamente grazie ai governi di sinistra, che come scusante è sempre la migliore.

Dal tempo del tossico e delle cento lire, però, abbiamo imparato anche a camminare per strada guardando per terra, e lo abbiamo insegnato anche ai nostri figli. E questo ci ha fregato, ci ha aiutato ad imparare a fare finta che …

Rita Pani (APOLIDE)

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27 maggio 2010 4 27 /05 /maggio /2010 11:09
Da quattro serate a una, e dopo marzo nessuna: lo dice il palinsesto per la prossima stagione

DandiniRicordate? “Una trasmissione pagata con i soldi pubblici si diletta nell'avere come unico bersaglio il governo e l'aggredisce”. Silvio Berlusconi, consiglio dei ministri, 6 maggio scorso. I dirigenti Rai hanno preso appunti e, per esaudire i desideri del capo, cancellano Parla con me dai palinsesti per la prossima stagione.

Un azzeramento graduale di Serena Dandini: dalle quattro abituali puntate a una (fino a marzo) sino alla scomparsa totale. I programmi di satira e informazione entrano, escono, rientrano nelle bozze in lavorazione, eppure il silenzio di un vicedirettore generale, influente come Antonio Marano, vale un capitolo di epica: “La Dandini? Altra domanda”. E poi da viale Mazzini cercano la scusa perfetta: “Sapete che dobbiamo celebrare i 150 dell'Unità d'Italia?”. Una motivazione valida per scansare la Dandini e accogliere Giovanni Minoli, super coordinatore delle feste e della storia. Il meccanismo è scientifico: prevedere uno spazio, poi cercare il posto. Il Consiglio di amministrazione ha votato all'unanimità un contratto regale per Minoli - otto milioni di euro l’anno da spendere (due di stipendio) – e il pacchetto di serate da piazzare qui e lì. Meglio se lì: nell'ex tele Kabul, l'unico canale da espugnare e bonificare.

Le trame della Rai stravolgono i progetti di Antonio Di Bella, il direttore di Raitre che aveva previsto quattro serate per la Dandini. La penultima parola spetta a Mauro Masi e alla compagnia di giro che da settimane compila i palinsesti: “L'ultima è in esclusiva per Di Bella – avvisa Loris Mazzetti, capostruttura della rete – perché devono rispettare le sue priorità. Se l'azienda dovesse imporsi, devono aspettarsi una dura reazione”. Forse lasciare l'incarico, consegnare una lettera di dimissioni? “Non possiamo dimenticare – conclude Mazzetti - il recente attacco di Berlusconi: un tempo l'azienda avrebbe difeso una sua dipendente per la sua stessa sopravvivenza”.

Piccoli editti crescono. Altra dimostrazione della (ferrea) memoria in Rai. Primo incontro tra Paolo Ruffini (predecessore di Di Bella) e Mauro Masi, il direttore generale fa una battuta per ingannare con il sorriso un'altra richiesta di Berlusconi: “Quel comico bergamasco non mi piace”. Masi citava Enrico Bertolino, un suo personaggio (un muratore bergamasco), per staccare la spina a Glob, l'osceno del villaggio. “Ci saremo? Chissà. - dice Bertolino - Le impressioni sono negative, il clima non è bellissimo. Glob può vantare ottimi risultati, la media dell'undici per cento di share: positivo per l'orario notturno, no? Abbiamo costi bassissimi, usiamo persino la scenografia di Che tempo che fa, ma io comincio a guardare altrove. C’è sempre il teatro...”.

Identica domanda e identica risposta di Marano: “Bertolino? Vuole sapere altro?”. L'ex direttore di Raidue ha preparato vari palinsesti da visionare, nel fine settimana, Masi prenderà martello e chiodi. Fisserà il futuro della Rai: “Noi parliamo per ipotesi. Dipende da Masi e dalla concorrenza: se Mediaset fa una mossa – frena Marano – noi dobbiamo replicare di conseguenza”. Pessime indiscrezioni per Porta a Porta: possibile riduzione delle serate – da quattro a tre – per anticipare l'inizio di mezz'ora. Un compromesso per raggirare la perdita d'ascolti della Terza Camera presieduta da Bruno Vespa: dal 2008 a oggi, ovvero dal ritorno di Berlusconi a palazzo Chigi, Porta a Porta ha perso oltre 5 punti di share. Strategie aziendali: via Parla con me e Glob che crescono, deroga eterna per chi appassisce. E Marano che fa i conti: “Noi vinciamo sempre contro Mediaset”.

(dal "Fatto Quotidiano" del 26 Maggio)

N.B.: chi volesse conservare come una reliquia una puntata di "Parla con me", clicchi su [questo link]: potrà vedere la puntata del 5 maggio e, se non li tolgono, potrà avere i links a molte puntate precedenti. Praticamente, siamo già alla raccolta delle reliquie. Verrà un giorno in cui questa TV sarà fatta solo dai Paragone e dalle Moniche Sette. Tafanus

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Published by maurizio - in ATTUALITA'
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25 maggio 2010 2 25 /05 /maggio /2010 08:35

L'ultima beffa di Minzolini: accampare un errore tecnico per non far ascoltare le critiche al governo pronunciate dall'attore a Cannes

 

«Siccome i nostri governanti in Italia rimproverano sempre al cinema di parlare male della nostra nazione, io volevo dedicare questo premio all'Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l'Italia un paese migliore nonostante la loro classe dirigente».

Questa la frase pronunciata dall'attore Elio Germano durante la proiezione a Cannes. Una frase che i telespettatori italiani non hanno potuto sentire, perché l'audio del Tg1 si è improvvisamente azzerato. Il conduttore in studio ne ha quindi fatto un breve riassunto, omettendo il riferimento ai «nostri governanti» e lasciando solo quello alla «classe dirigente».

Al Tg1 ovviamente parlano di un problema tecnico: giustificazione molto singolare, perché su tutti gli altri telegiornali del mondo la frase di Germano si sentiva benissimo

ASCOLTA I DUE AUDIO A CONFRONTO



 
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25 maggio 2010 2 25 /05 /maggio /2010 08:27

 

http://4.bp.blogspot.com/_MZCFUlAE5D4/S_qGdR2yUyI/AAAAAAAABc8/I86rV-wT5eo/s1600/102959290-7ab0dc2a-95ee-44d2-9b1a-ba09a24d6cfd.jpg 
Dopo mesi trascorsi a negare l'esistenza della crisi che, secondo il capo del governo, era solo psicologica, ora all'improvviso la stessa crisi diventa più grave del previsto. Lo stesso Tremonti che nell'autunno scorso aveva messo a punto una legge finanziaria di soli tre articoli, ora deve tornare sui suoi passi per varare la vera finanziara, quella che richiedera' un salasso di 24 miliardi al paese. Ma nemmeno in questa grave situazione il governo rinuncia all'ipocrisia ed alla falsita' annunciando che non ci saranno nuove tasse, ma dimenticando di aggiungere ... per liberi professionisti ed aziende ... perche' alla fine chi paghera' saranno i lavoratori dipendenti. E' vero nessun aumento dell'Iva, nessuna revisione dell'Irpef, nessuna tassa una tantum, queste voci non ci sono nella manovra ma forse sarebbe stato meglio che fossero state introdotte. Solo attraverso qualche tassa infatti si sarebbe potuto modulare i sacrifici richiesti per cercare di far pagare chi ha maggiori possibilita' economiche, ma in questo modo attraverso le pensioni, attraverso i blocchi dei contratti dei pubblici dipendenti, attraverso ulteriori tagli ai vari ministeri chi ne subira' le maggiori consequenza saranno sempre gli stessi: pensionati, lavoratori dipendenti e fra questi ancora i dipendenti pubblici. Senza contare la deplorevole immagine che lo Stato fornisce di se stesso quando afferma che i fondi saranno reperiti per esempio grazie ad un giro di vite sui falsi invalidi come dire fino ad ora lo Stato ha tollerato la truffa da parte dei cittadini ora pero' che i conti vanno male questa tolleranza viene a decadere. Insomma se ora il paese si trova in questa situzione sicuramente la causa principale e' la grave crisi economica mondiale, ma altrettanto sicuramente una buona dose di responsabilita' ricade sulla politica, tutta indistintamente. L'attuale maggioranza che ha cercato in tutti i modi di nascondere la gravita' della crisi, i governi precedenti perche' nessuno ha mai saputo davvero mettere ordine nei conti pubblici in maniera seria e razionale. Ed allora non sarebbe ora che anche i politici mettessero mano al loro portafoglio ? Tanto per usare una bruttissima espressione che spesso questo governo usa ... lo Stato prima di tutto dovrebbe mettere le mani nelle tasche dei politici che sono i maggiori responsabili del disastro dei conti pubblici del nostro paese. Ma al di la' di una timida proposta, subito insabbiata, di riduzione del 5% dello stipendio non si e' parlato di altro. Ecco allora che il governo si appresta a provvedimenti che mineranno ancora di piu' lo stato sociale oltre che la possibilita' di un futuro per questa povera Italia. Un paese dove il ministro dell'istruzione appoggia la proposta di ritardare l'inizio della scuola al 30 settembre adducendo la seguente motivazione: "Si potrebbe dare un aiuto al settore del turismo" che cosa ci si puo' aspettare da chi mette in secondo piano la scuola e l'istruzione rispetto al turismo ?
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