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27 maggio 2009 3 27 /05 /maggio /2009 10:15

Niccolò Ghedini, il divorzista personale di Berlusconi, è in segreto il ministro della giustizia italiano - nel bel mezzo della crisi

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Dopo dieci mesi di disoccupazione, a lui stesso riconducibile, Niccolò Ghedini ha di nuovo un lavoro. Nel bel mezzo della crisi, da intendersi sia da un punto di vista economico globale sia da un punto di vista personale, Ghedini assiste il 72enne signor Silvio Berlusconi nella causa di divorzio contro la signora Miriam Bartolini (di anni 52), in arte Veronica Lario. In realtà sarà certamente la sorella maggiore di Ghedini, Ippolita, a patrocinare la causa presumibilmente “miliardaria”; lei è civilista esperta di diritto di famiglia, il fratello penalista. Ma la regia sarà di Niccolò. In tribunale come in parlamento.

La storia della disoccupazione di Ghedini era uno scherzo. Uno dei tanti con cui Silvio Berlusconi ogni volta, con grande leggerezza, tenta di passar sopra a faccende che lo vedono sull’orlo di un baratro. L’osservazione risale al luglio dello scorso anno; il parlamento aveva appena deliberato che i politici ricoprenti le più alte cariche dello stato avrebbero dovuto essere preservati da ogni procedimento penale per tutta la durata del loro mandato. Cinque anni prima era fallito il primo tentativo in questa direzione per mancata legittimità costituzionale. Ora però sia il capo del governo sia il suo avvocato avevano raggiunto l’obiettivo. All’ultimo minuto Berlusconi aveva scongiurato il pericolo di essere condannato a sei anni di reclusione per corruzione di testimoni. Ma c’è di più: si era conclusa la lotta, che si protraeva da 14 anni, tra Berlusconi e la giustizia. “Mi dispiace per Ghedini,” dichiarò Berlusconi: “ora non ha più niente da fare”. Ma in questo si sbagliava.

Niccolò Ghedini è più che un avvocato. Questo quarantanovenne, originario di Padova e appartenente ad una famiglia di giuristi con una tradizione alle spalle lunga quattrocento anni, dal 2001 siede per Berlusconi anche in parlamento. Esteriormente Ghedini è l’esatto opposto del suo capo: alto di statura, molto magro e laddove Berlusconi si sforza di sprizzare allegria da tutti i pori, da Ghedini, costantemente di cattivo umore, non ci si può attendere altro che un freddo glaciale.

Nella precedente legislatura berlusconiana Ghedini tentò di tutto affinché i processi contro Berlusconi andassero così tanto per le lunge da arrivare alla prescrizione; in parlamento è lui che ha escogitato quei cambiamenti legislativi che in linea di massima rendono impossibile procedere penalmente contro il suo capo. Ghedini sta dietro a quella che Berlusconi ha spacciato per una “grande riforma della giustizia”, che in ultima analisi è servita a mettere il guinzaglio ai pubblici ministeri. Ad oggi Ghedini è da considerarsi come il vero ministro della giustizia italiano. Una delle sue ultime idee è stata quella di stralciare le parole “senza ritardo” da un articolo del codice di procedura penale e di rafforzare in questo modo il controllo sulla giustizia.

Fino ad ora era la polizia che, non appena acquisita la notizia di reato, “senza ritardo” doveva riferire al pubblico ministero, che poi, “soggetto soltanto alla legge”, conduceva gli ulteriori accertamenti; in futuro si dovrà prima decidere nell’ambito della gerarchia di polizia, soggetta a superiori disposizioni, quando e se il pubblico ministero verrà informato. Quest’ultimo perde anche la conduzione delle indagini di polizia.

Berlusconi, a quanto pare, paga bene: nello scorso anno Ghedini ha dichiarato un reddito di 1,22 milioni di euro; il piu’ alto tra i 335 senatori. Ma l’avvocato viene anche utilizzato sul terzo fronte berlusconiano: nei rapporti con la moglie. Già due anni fa, quando Veronica Lario pretese delle scuse da suo marito per le sue scappatelle, fu Ghedini ad annunciare che il caso era chiuso. Oltre al “grosso bacio”, che Berlusconi aveva impresso sulla sua lettera di scuse, dietro la sceneggiata per i media ci sono stati ancora altri sforzi in direzione di una tregua.

Nel luglio 2008 poi, qualche tempo dopo esser divenuta di dominio pubblico un avventura galante del capo del governo con una annunciatrice televisiva e dopo che Veronica Lario minacciosa aveva preteso “la verità”, i lettori italiani di riviste di gossip hanno visto i due coniugi mano nella mano, mentre passeggiavano tranquilli sul lungomare di Portofino. Non c’è dubbio: si inscenava lo spettacolo della perfetta felicità familiare, da una parte c’era la star Silvio, dall’altra l’attrice professionista Veronica. Che Ghedini possa aver contribuito a questa messa in scena i media italiani lo danno quasi per certo.

Quest’anno, in questa stagione teatrale, una conciliazione tra le parti nell’ambito della famiglia non gli è riuscita. Per questo Ghedini esce allo scoperto: compare in televisione. E di nuovo, da navigato professionista, interpreta il ruolo del difensore di Berlusconi. Questa volta dinanzi al tribunale degli elettori. Essi emetteranno la loro prima sentenza tra meno di quattro settimane: in occasione delle elezioni europee.

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