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26 maggio 2009 2 26 /05 /maggio /2009 18:11
La pratica della tortura sui prigionieri appartenenti ad AL-QAIDA non fu’ sviluppata da appartenenti al governo di Washington ma da privati cittadini esperti in tali metodologie, i quali, previo lauto compenso giornaliero, portavano avanti il programma personalmente nelle prigioni segrete americane della CIA.

La nuova vita di James Mitchell comincia ogni mattina con il solito rituale : va a correre,vestito con i suoi pantaloncini Adidas, maglietta nera attillata cosi’ da mettere in evidenza i muscoli e l’iPod alle orecchie.

Dopodichè sale sul suo fuoristrada e ritorna nella sua villa da 2 milioni di dollari in Florida.

Villa costruita in stile “fazenda”, con colonne e palme all’ingresso,nel bel mezzo di una riserva controllata a vista da bodyguard e camere a circuito chiuso, naturalmente solo per miliardari. Nel garage ci sono 4 auto, dietro al fuori strada una mountainbike da 5 mila dollari. Mitchell 50 anni abbronzato,capelli brizzolati, barba ben curata,occhiali da sole all’ultimo grido si allena 2 ore al giorno, lo sport ha per lui un ruolo molto importante,nella sua nuova vita sotto il cielo blu della Florida. Mitchell e’ l’uomo che per il governo di Gorge W. Bush svillupo e condusse il programma “ SPECIALI TECNICHE DI INTERROGATORIO” che lo stesso presidente americano autorizzo nell’estate del 2002. In verita’ Mitchell lavorava ad un programma per l’insegnamento alla tortura e il suo datore di lavoro era la CIA.

I servizi segreti americani hanno gia’ fatto nella loro storia cose che dapprima si vantavano ma successivamente hanno dovuto vergognarsene ma adesso e’ ancora piu’ chiaro che questo delle torture e’ il capitolo piu’ nero del governo Bush.

Preparazione e monitoraggio di questi interrogatori furono dati ad una società di sicurezza privata diretta da James Mitchell e il suo socio Bruce Jessen.

Fu’ cosi che il governo Bush ingaggiò due anonimi psicologi che nella loro vita non avevano ancora avuto a che fare con gli interrogatori dei prigionieri di AL-QAIDA,due dilettanti quindi.

WASHINGTON, DICEMBRE 2001.

Tre mesi dopo l'11 settembre, Bush ha dato l’incarico alla CIA di condurre gli interrogatori di importanti capi di AL-QAIDA, la stessa CIA non avendo abbastanza esperienza su questi casi chiese sostegno al ministero della difesa e in particolare modo al JOINT PERSONNEL RECOVERY AGENCY, che aveva il compito di istruire i soldati americani nel caso in cui fossero caduti prigionieri del nemico , soldati che partecipavano al SERE-TRAINING, la sigla SERE sta’ per : SURVIVAL-EVASION-RESISTANCE-ESCAPE. Il metodo consisteva nel preparare i soldati alla sopportazione della prigionia e eventuali torture, metodi gia sperimentati nella guerra di Korea. I soldati americani che partecipavano al SERE-TRAINING venivano sottoposti a prove estreme,denudati e sottoposti a estreme temperature, chiusi in una stanza con musica ad altissimo volume, scagliati contro le pareti, restare fermi immobili in scomodissime posizioni e anche con il “waterboarding” il tristemente famoso metodo di annegamento simulato.

L’aiuto chiesto dalla CIA su nuovi sistemi di interrogatori giunge alle orecchie anche di James Mitchell che per anni aveva lavorato come psicologo al ministero della difesa americano nello sviluppare il metodo SERE,lavoro che gli aveva procurato fama e soldi come afferma il tenente dell’AIR-FORCE Steven Kleiman : “se lui fosse rimasto con noi si sarebbe potuto dire che fece molto per il suo paese, purtroppo poi, nessuno lo ha piu’ fermato”.

Quando Mitchell apprese dell’ aiuto della CIA, non lavorava gia’ piu per i militari, aveva formato finalmente una propria società.la Knowledge Works,una meglio non specificata attività che si offriva di aiutare qualsiasi avesse un problema.

SPOKANE/WASHINGTON STATE,INIZIO 2002.

All’inizio del 2002 Mitchell contatto’ un suo vecchio collega, anche lui psicologo, che partecipo allo sviluppo del metodo SERE. Bruce Jessen 50 anni,sposato e padre di un bambino, come Mitchell fervente mormone.

Mitchell chiese aiuto a Jessen, il quale doveva procurargli documenti che i soldati americani trovarono i Afghanistan nei quali si descriveva i sistemi di addestramento degli appartenenti ad AL-QAIDA.

I due cosi progettarono una prima bozza che prevedeva come punti saldi negli interrogatori l’applicazione del famigerato “ waterboarding”, si buttarono con tanto fanatismo nel progetto che un loro ex-collega gli descrisse come “indemoniati”,partecipare alla guerra contro il terrorismo era per entrambi il massimo. Presentarono cosi alla CIA il loro progetto in Aprile.

E la CIA? Lo accolsero con entusiasmo, si doveva ora solo cercare la via piu’ legale per adottare questi nuovi sistemi.

FAISALABAD/PAKISTAN,28 MARZO 2002.

In una casa in periferia agenti dell’FBI assieme alla polizia pakistana arrestano Abu Subeida appartenente ad AL-QAIDA,secondo le loro informazioni avrebbe dovuto essere il n.4 nella gerarchia del gruppo terroristico. Il suo arresto provoca pero’ un po’ di nervosismo in seno al governo americano non sapendo come comportarsi nei suoi confronti, in ambito legale,per ottenere informazioni sui capi di AL-QAIDA. Si susseguirono molti incontri tra le cariche piu’ importanti dello stato,tra cui,il presidente Bush,il suo vice Cheney, Condoleeza Rice e il capo della CIA,Tenet.

Tenet affermo’ in questi incontri che l’unico sistema valido per cercare di carpire segreti riguardanti eventuali piani terroristici,fosse il sistema SERE, piu’ volte anche sperimentato sugli stessi soldati americani.Qualcun’altro cerco’ di persuadere il governo nell’applicazione del sistema di interrogatorio SERE,come il tenete dell’AIR FORCE, Daniel Baumgartner, il quale sosteneva che il programma avrebbe potuto provocare l’effetto contrario,cioè provocare nei prigionieri uno spirito di ribellione ancora piu’ forte.

Un giorno dopo l’arresto di Abu Subeida,James Mitchell chiude la sua ditta,Knowledge Works e assieme al nuovo socio Bruce Jessen ne fonda un’altra,la Mitchell Jessen & Associates diventando partner dellaCIA a 1000 dollari al giorno di onorario.

CIA- PRIGIONI SEGRETE IN TAILANDIA, APRILE 2002.

Pochi giorni dal suo arresto,Abu Subeida viene portato in una prigione segreta della CIA in Tailandia,accompagnato da agenti dell’FBI, tra i quali Ali Soufan, di origini libanesi, musulmano, emigrato da molti anni negli Stati Uniti.

Ali Soufan e’ sempre stato un acceso sostenitore della strategia adottata dall’FBI, la quale prevedeva che al posto delle torture fosse piu’ redditizio instaurare un rapporto di fiducia col prigioniero al fine di ottenere piu’ informazioni. Comincia cosi’ a curargli le ferita provocate al momento del suo arresto,un giorno trovandolo nudo nella sua cella gli porta dei vestiti, gli fa’ credere di conoscere dati sulla sua famiglia e sua madre in tal modo da ottenere la sua fiducia. Per molti anni Ali Soufan cerca di far capire alle alte sfere che il sistema SERE non produce alcun effetto,al contrario il suo sistema otteneva sempre maggiori successi.

Un giorno Soufan mostra a Abu Subeida alcune foto di apparteneti ad AL-QAIDA, tra le quali quella di Chalid Mohammed e nel riconoscerlo afferma che fu’ lui l’organizzatore dell’attacco dell’11 settembre, grande succeso dell’agente dell’FBI.

Inaspettatamente pero’ il governo si appropria il merito facendo sapere che il successo dell’operazione e’ merito dei nuovi sistemi SERE.

Pochi giorni piu’ tardi si incontrano in Tailandia alcuni agenti della CIA tra i quali James Mitchell, l’ideatore del nuovo sistema di “interrogatori”, il quale ordina di inasprire le torture nel caso in cui il prigioniero non avesse ulteriormente collaborato. Ne nasce una accesa discussione tra i due,Soufan vuole sapere chi ha autorizzato certi sistemi, Mitchell risponde che gli ordini vengono dall’alto e che lo stesso presidente Bush aveva legalizzato il tutto con una legge speciale nell’ Aprile 2002. I rapporti tra i due si deteriorano ancor di piu’ il giorno in cui,Soufan, scopre una cassa di legno molto somigliante ad una bara, telefona subito al suo capo a Washington,il quale gli ordina di non partecipare in nessun modo agli interrogatori e di far ritorno subito a casa. In questo modo James Mitchell e la CIA hanno le mani libere sul prigioniero.



Abu Subeida ha affermato, davanti alla CROCE ROSSA, di essere stato rinchiuso per ore in quella cassa, respirando a malapena, afferma anche di essere stato ripetutamente scagliato contro le pareti, lo costringevano a non dormire tenendolo sveglio per giorni, lo inondavano di musica ad altissimo volume riducendoli sensibilmente il senso dell’udito, gli lanciavano addosso acqua gelata lasciandolo poi nudo nella cella, per 83 volte fu sottoposto al Waterboarding,raccontera’ piu’ tardi: ho avuto l’impressione che stessero sperimentando con me tutto quello che poi avrebbero fatto con altri.

In effetti era proprio cosi,Abu Subeida era per Mitchell la sua prova di laboratorio, bisognava tenerlo come un cane in gabbia e alla fine avrebbe ceduto. Per un breve periodo di tempo le prove delle torture furono conservate dalla CIA, 98 video, tra cui il tanto famigerato “Waterboarding” ma nel novembre 2005 scomparvero improvvisamente. Rimane solo l’agente dell’FBI Soufan che deporrà davanti al Senato ma probabilmente non sara’ sufficiente.

SPOKANE/WASHINGTON,APRILE 2009.

Nel frattempo la ditta Mitchell Jessen & Associates va a gonfie vele, vi lavorano 120 persone, tutti ex-colleghi che parteciparono allo svillupo del sistema SERE, la CIA gli ha messo a disposizione uffici su due piani di un palazzo nel centro di Spokane, vetri oscurati ed insonorizzato, in perfetto stile CIA.
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