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26 maggio 2009 2 26 /05 /maggio /2009 17:36

Chi giudica chi? Può un giudice giudicare un giudice? La domanda è dell' onorevole Lupi, del Pdl, che così ad Annozero controbatte alla affermazione: laCassazione ha respinto in modo definitivo la ricusazione del giudice Gandus nel processo Mills, ricusazione chiesta dai legali di Berlusconi, stabilendo che Gandus soddisfa il principio di terzietà del giudice. Chi giudica un giudice? Si apre un ventaglio di possibilità: non le esamineremo tutte, partiamo da un dato di realtà: Berlusconi ha un suo giudizio sul giudice Gandus, quindi potremmo ipotizzare che spetti a lui. Va bene, si creerebbe la situazione paradossale di un imputato che presenta istanza di ricusazione del giudice e poi si trova a decidere lui stesso se sia da accogliere o meno… Lupi credo sarebbe d'accordo.

Ma andiamo avanti: secondo Berlusconi, Gandus non è terzo perché: è un suo nemico (se no non lo accuserebbe) ha firmato un appello contro le leggi ad personam (quindi è contro la persona) e soprattutto perché: come fa ad essere terzo un giudice che si è formato dei personali convincimenti in base ai quali, al di fuori delle sue funzioni, può dire frasi tipo " secondo me" oppure, nell'ambito delle sue funzioni, condannare qualcuno " secondo la legge"?

Ecco disvelato il principio della secondità del giudice: il giudice, secondo me….

E' logico: Berlusconi alla cronista dell'Unità che gli ha chiesto se non sarebbe meglio sottoporsi al processo ha risposto: “non con questi giudici”. Questa cosa che lui avrebbe corrotto il signor Mills lo fa infuriare: sarebbe come dire che Silvio Berlusconi non si chiama Silvio Berlusconi. Può uno che si chiama Silvio Berlusconi non chiamarsi Silvio Berlusconi?

Wittgenstein direbbe che Berlusconi lo deve dimostrare, per esempio presentando dei documenti, essendo Wittgenstein convinto che sono dotate di senso solo le proposizioni che sono verificabili nell'esperienza, mentre la totalità delle affermazioni metafisiche che durante i secoli si sono contrapposte tra loro non possono essere né vere né false in quanto semplicemente senza senso.

Nei processi l'innocenza si dimostra empiricamente, come la eventuale colpevolezza, e tra l’altro non spetta nemmeno alla stessa parte farlo. Però per gradi, lavorando alla riforma della giustizia, ci potremmo anche arrivare. Per esempio abolendo la divisione dei poteri, chiudendo l'assemblea pletorica e lasciando che i giudici dipendano dall'esecutivo. Così se il capo dell'esecutivo va sotto processo e presenta istanza di ricusazione poi decide lui stesso se sia giusta l’istanza che ha presentato....anzi no, non va nemmeno sotto processo, c'è il lodo Alfano. A questo punto Lupi può anche non andare ad Annozero (a proposito non esisterebbe nemmeno Lupi se chiudesse il Parlamento) ma non sarebbe più necessario perchè la stampa sarebbe finalmente libera.

Quando Caterina Caselli dice: Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu capiamo la sua furia: voi cosa direste se vi chiamaste, per esempio, Caterina Caselli e qualcuno dicesse che non vi chiamate Caterina Caselli?
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